Attenzione
Il ministero contro il preside
Secca replica all’ottimismo del dirigente scolastico dopo le ispezioni: «Sono dichiarazioni incongrue»
PONTREMOLI. L'esito degli accertamenti sul caso delle cinque bocciature in una prima elementare di Pontremoli arriverà da oggi e da Roma. Non è piaciuta al dicastero di viale Trastevere la fretta con cui il preside dell'Istituto «Giulio Tifoni» ha annunciato che l'ispezione ministeriale non ha messo in evidenza alcuna irregolarità nell'episodio di cui è stata protagonista la scuola da lui diretta.
Il ministero - informa l'ufficio stampa - ritiene «incongrue» le dichiarazioni del dirigente scolastico perchè «prefigurerebbero già un esito degli accertamenti sulla situazione che, invece, sono ancora in corso».
Da viale Trastevere si spiega che c'è stata una prima ricognizione, con conseguente relazione, fatta dall'Ufficio scolastico regionale in accordo con il capo dipartimento all'Istruzione, Lucrezia Stellacci. L'ufficio scolastico regionale ha quindi disposto un secondo accertamento sul posto, «naturalmente nel pieno rispetto della libertà d'insegnamento».
La relazione finale, che sarà messa a punto al termine di questa seconda indagine, verrà consegnata oggi dall'ufficio scolastico regionale al ministero e solo allora «il ministero, e non altri, trarrà le dovute conclusioni adottando, se necessario, provvedimenti».
Il riferimento del ministero è alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da Angelo Ferdani, dirigente scolastico della scuola Giulio Tifoni, dopo la visita dell’ispettrice inviata dal direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, la dottoressa Angela Palamone, e secondo le quali sarebbe stato tutto in regola con le normative vigenti. Non resta quindi che attendere l’esito dell’ispezione ministeriale.
Uncem: stesse opportunità per tutti. «Per evitare i casi Pontremoli serve una scuola di qualità. La risposta? Stesse opportunità di apprendimento per tutti». A sottolinearlo è il presidente di Uncem (Unione delle comunità montane) della Toscana Oreste Giurlani, che interviene sul caso della scuola di Pontremoli: «Non voglio entrare nel merito della decisione presa dal Consiglio dei docenti sui 5 bambini bocciati in prima elementare a Pontremoli; non sono a conoscenza delle effettive e motivate argomentazioni che hanno portato a questa scelta e non è materia di mia competenza. Piuttosto vorrei concentrare la mia riflessione su un altro aspetto, ovvero su quanta responsabilità, in casi simili, possa avere la nuova organizzazione scolastica. Torniamo al caso di Pontremoli. Ammesso che quei bambini dovessero davvero essere bocciati per il loro bene, il problema forse è un altro: erano stati messi in grado di seguire il normale svolgimento delle lezioni con gli stessi strumenti dei loro compagni di classe? Siamo dell'idea che anche a scuola debba essere premiata la meritocrazia, puntiamo ad una scuola di qualità, ma vogliamo anche garantire le pari opportunità di apprendimento a tutti. Come Uncem Toscana ci siamo battuti affinché non ci fossero tagli nelle zone montane, per evitare la creazione di scuole di serie A e scuole di serie B e pertanto anche di bambini di serie A e bambini di serie B. Diciamo no alle politiche che preferiscono la razionalizzazione della spesa per il comparto scolastico, che generano classi “pollaio” a causa dei tagli al personale docente e di sostegno».
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