Sicurezza
Punto nascita, parte l’esposto contro l’Asl
Jacopo Ferri (Pdl) si batte per far rispettare l’ordinanza del Comune di non smantellare l’ospedale
PONTREMOLI. Esposto in Procura sulla mancata ottemperanza all’ordinanza sindacale sull’assistenza alle donne in gravidanza della Lunigiana emessa dal Comune. Si fa ancora più aspra la battaglia tra l’amministrazione comunale e l’Asl apuana sulla vicenda dell’ex punto nascita dell’ospedale cittadino. La settimana scorsa il vice sindaco, Pier Camillo Cocchi, per conto dell’amministrazione aveva emesso nei confronti dell’Asl un’ordinanza sindacale per revocare immediatamente la nuova proceduta prevista per la gestione dei pazienti pediatrici e delle pazienti ostetrico-ginecologiche. Con il provvedimento si chiedeva all’Asl di ripristinare il modello attuato sino a quel momento non dando seguito alla nuova procedura che prevede invece una sostanziale riduzione dei servizi.
«La direttrice generale dell’Asl - scrive il consigliere regionale Pdl, Jacopo Ferri - e con lei i collaboratori che la stanno passo passo ossequiosamente assecondando, sembrano colpiti dal delirio di onnipotenza. Operano come se esistessero solo loro e come se potessero fregarsene dei diritti della gente, del rapporto con le altre istituzioni e del rispetto delle regole e dei provvedimenti di altre autorità. Il comportamento tenuto in questi giorni dopo la notifica della motivata ordinanza con la quale il Comune di Pontremoli ha evidenziato il pericolo imminente e grave venutosi a determinare in riferimento al fortissimo depotenziamento dell’assistenza alle donne in gravidanza della Lunigiana presso l’ospedale di Pontremoli, ne è l’ulteriore riprova».
Secondo l’esponente del Pdl in Regione, l’aspettativa era quella che seppur non condivisa l’ordinanza fosse, come dovuto, ottemperata e poi eventualmente impugnata nelle sedi opportune per ogni valutazione di forma e di merito.
«Invece no - scrive Ferri - la De Lauretis ha deciso, per ora, di poter essere insieme direttore generale, giudice amministrativo, giudice penale e quindi ha scelto di ignorare letteralmente l’atto amministrativo».
Per Jacopo Ferri si è trattata di una scelta gravissima che a suo avviso è «al di fuori delle legge e lede norme del codice penale e rispetto alla quale ritengo doveroso rappresentare la situazione alla Procura per ogni valutazione».
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