La manifestazione
Imu, maxistangata sulle seconde case
Dopo mesi di attesa la giunta comunale vara le aliquote ufficiali. L’ultima parola adesso spetterà al consiglio
MASSA. Il Comune di Massa ha le sue tariffe Imu ufficiali. La giunta comunale ha approvato le aliquote dell’imposta municipale propria – questo il significato dell’acronimo – per il 2012 e da ieri le ha rese pubbliche sull’albo pretorio dell’ente.
Nessuna novità rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi, ma qualche dettaglio in più si chiarisce. Finora le uniche aliquote Imu ufficiali sono quelle decise a livello nazionale per pagare la prima rata della tassa che scade a giugno, cioè lo 0,4 per cento per l’abitazione principale e relative pertinenze, lo 0,2 per cento per i fabbricati rurali ad uso strumentale e lo 0,76 per cento per tutti gli altri immobili. I Comuni hanno però facoltà di alzare o abbassare l’aliquota base, 0,76 per cento, dello 0,3 per cento e hanno tempo fino al 30 settembre. La giunta di Massa ha già deciso; ecco come.
Nella tabella qui a fianco sono riportate le aliquote per tipo di immobile. Il Comune di Massa ha innanzitutto aumentato dello 0,14 per cento l’aliquota base, che da 0,76 passa a 0,9 per cento. Per l’abitazione principale dove si è residenti, la cosiddetta “prima casa”, il Comune di Massa applicherà l’aliquota base prevista per questo tipo di immobile, ovvero lo 0,4 per cento.
Questa è anche l’aliquota che deve pagare il coniuge separato o divorziato che deve lasciare l’abitazione all’altro coniuge a meno che non sia titolare del diritto di proprietà o di un altro diritto reale su un altro immobile situato nello stesso comune. Anche gli anziani che vivono in casa di riposo e lì hanno la loro residenza pagano l’Imu allo 0,4 per cento, ma solo se la casa non viene data in affitto.
Rimane allo 0,4 per cento l’aliquota Imu per gli immobili in affitto a canone concordato. In questo caso il Comune di Massa ha abbassato l’aliquota originaria (0,76) portandola a un meno 0,36 per cento. D’altro canto ha aumentato dello 0,3 per cento l’aliquota per le seconde case sfitte, per le quali i proprietari pagheranno l’aliquota più alta, 1,06 per cento.
La stessa aliquota (1,06 per cento) è quella che i massesi proprietari di aree fabbricabili pagheranno sui loro terreni. Anche in questo caso il Comune ha aumentato dello 0,3 per cento l’aliquota base, mentre i fabbricati rurali pagheranno l’aliquota più bassa, 0,1 per cento, con uno “sconto” sulla tariffa iniziale dello 0,1 per cento. L’ultima voce in tabella è quella degli immobili accatastati nelle categorie D2, D7 e D8, vale a dire alberghi, pensioni, residences e fabbricati industriali. Per questi immobili si pagherà la stessa tariffa delle seconde case sfitte, l’1,06 per cento. In questo caso il Comune ha abbassato l’aliquota originaria dello 0,04 per cento.
L’ultimo passaggio che rimane da fare è l’approvazione in consiglio comunale, dove il piano delle aliquote avrà il definitivo via libera.
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