Il Tirreno

Buco Asl, Delvino chiede la libertà

Udienza davanti al riesame per l’ex direttore generale Il collegio prende tempo. La decisione attesa questa mattina

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MASSA. Udienza davanti al collegio del riesame per l’ex direttore generale Antonio Delvino ieri mattina. Il legale del medico, Giampaolo Carabelli, ha chiesto la libertà per il suo assistito che da un paio di settimane si trova agli arresti docimiciliari nella sua residenza di Pisa con l’accusa di concorso in falso ideologico in atto pubblico. Secondo il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sostituto Alberto Dello Iacono, Delvino ha collaborato a creare il buco di 224 milioni di euro insieme al suo predecessore Alessandro Scarafuggi e all’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti.

L’ex direttore generale e il suo avvocato hanno ribadito quanto detto al gip Giuseppe Laghezza, nella prima istanza di scarcerazione presentata. La linea difensiva è semplice: Delvino era all’oscuro di tutto quello che accadeva nell’Asl1 in merito al bilancio. Non solo: quando è diventato direttore generale, Delvino si è trovato Giannetti. «Non l’ho scelto io», ha sempre detto l’ex dirigente.

Delvino e Giannetti sono stati iscritti nel registro degli indagati fin dall’inizio. E subito si parlò di un buco nel bilancio di circa 60 milioni di euro, ma indagini più approfondite della guardia di finanza hanno quantificato un disavanzo ben più ampio, ovvero di 224 milioni di euro dal 2004 al 2009. Delvino è stato arrestato dalle fiamme gialle a Bitonto, in Puglia, dove era tornato da Pisa per svolgere l’attività di medico dopo essersi dimesso da direttore dell’Azienda toscana.

Scarafuggi è stato rimesso in libertà una decina di giorni fa dallo stesso giudice per le indagini preliminari, Laghezza, che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare nella sua residenza. Il gip aveva ritenuto valide le obiezioni del legale di Scarafuggi, l’avvocato Federico Bagattini, che aveva contestato le esigenze cautelari per il suo assistito. L’ex dirigente aveva accolto la notizia nella sua abitazione di Lastra a Signa. Nessuna festa, ma almeno la soddisfazione di potersi difendere da «uomo libero». Proprio dalla scarcerazione di Scarafuggi avevano preso vigore le speranze di libertà di Delvino, che si era visto però rigettare la prima richiesta di revoca dei domiciliari. Scarafuggi aveva espresso tutta la sua felicità: «Ho sempre avuto la massima fiducia nell'operato della magistratura – aveva dichiarato ai giornali – che evidentemente ha recepito positivamente quanto da me riferito nell'interrogatorio di garanzia. L'esperienza degli arresti domiciliari è stata inattesa e dura e vorrei rivolgere un ringraziamento a quanti, amici, conoscenti, colleghi hanno, attraverso la mia famiglia, voluto manifestarmi la loro solidarietà ed il loro affetto. Ringrazio anche i legali che mi hanno assistito in questo difficile momento, l'avvocato Bagattini e Salimbeni, e in particolare il caro amico avvocato Alberto Corsinovi, con i quali continuerò a seguire l'iter giudiziario fino, spero, a poter dimostrare la mia totale innocenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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