Il Tirreno

Tariffe del marmo: il Comune ora aggiusta un po’ il tiro

di Alessandra Vivoli
Tariffe del marmo: il Comune ora aggiusta un po’ il tiro

Il sindaco: introiti da ricalibrare, le produzioni sono in calo Baccioli (Assindustria): un errore interrompere le trattative

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CARRARA. La “partita” fra Comune e industriali, relativa alle nuove tariffe del marmo, sta per concludersi. Ma, per quel che riguarda i 5 milioni in più, attesi nelle casse disastrate dell’amministrazione, ci sarà da attendere ancora un bel po’. Adesso siamo solo al primo round, ossia alla risposta degli imprenditori del monte sull’adesione, o meno, alla tassazione stabilita, cava per cava, dai tecnici di Palazzo civico, sulla base del valore di mercato dei materiali, a cui viene applicato il canone comunale all’8% e il contributo regionale (5%).

Le richieste di arbitrato (a sabato erano una decina, un altro paio sono arrivate ieri mattina) continuano a fioccare in piazza Due Giugno.

L’amministrazione si è data ancora un giorno di tempo. Poi, una volta fatti i conti - di chi ci sta e chi no - la questione relativa alle nuove tariffe del settore lapideo approderà nella seduta di giunta di giovedì che avrà ancora una volta al centro le manovre di bilancio, con tanto di previsione degli introiti stimati dal marmo.

Il sindaco aggiusta il tiro Prima di fare il punto, e azzardare una cifra su quanto dovrebbe arrivare dal settore marmo (si è parlato di 5 milioni in più rispetto ai 15 attuali) il sindaco Zubbani aggiusta il tiro. E spiega: «Le previsioni devono essere legate alle produzioni al monte che, per questo anno risultano in frenata, e sotto a quelle del 2011. Di conseguenza anche gli introiti vanno ricalibrati prendendo in considerazione anche i volumi dell’escavazione».

Insomma sembra che il Comune non abbia intenzione di fare “muro contro muro” con Assindustria, ma di tenere conto di quello che sta succedendo, in termini di produzione al monte.

Assindustria: un errore interrompere le trattative Il numero uno di Assindustria, ingegner Giuseppe Baccioli, non entra nel merito delle adesioni, o meno, alle nuove tariffe: «Si tratta di azioni individuali, che gli imprenditori decidono in piena libertà di intraprendere».

Ma un commento, su come sta andando a finire la partita sul lapideo si sente invece di farlo.

«Andare avanti con la trattativa sarebbe stato meglio per tutti e avrebbe avuto come conseguenza l’interruzione dei ricorsi in atto per l’interruzione unilaterale, da parte del Comune, del contratto in essere fino al 2015 - spiega Baccioli - Inoltre, dal momento che il sindaco non ha accettato la nostra proposta, sono partite le reazioni, a livello individuale, per gli arbitra che comporteranno, da entrambe la parti, dispendio di tempo e di risorse». In sostanza si allungheranno i tempi.

Ma c’è anche una nota positiva, secondo il numero uno di Assindustria, legata al ricorso in arbitrato.

«Finalmente si arriverà alla definizione di un valore stabilito da un’entità terza, per quel che riguarda i materiali estratti dalle nostre cave - conclude Baccioli - In questo modo si dovrebbe acquisire una maggiore serenità, da parte di tutti. Proprio quella serenità che potrà consentire di guardare al futuro del settore in modo più completo, cominciando a parlare dei progetti futuri che per il settore sono importanti. Superando, una volta per tutte, il nodo delle tariffe».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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