Il Tirreno

Nca, ennesimo viaggio a vuoto a Roma

Nca, ennesimo viaggio a vuoto a Roma

Il ministero non svela la società con cui tratta in esclusiva, sempre fumose le speranza di lavoro per la Concordia

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CARRARA. Vertenza Nca: l'incontro al ministero dello Sviluppo fa registrare l'ennesimo nuovo buco nell'acqua. Nessuna informazione sul piano industriale, nessuna ipotesi sui futuri livelli occupazionali o sulla solidità finanziaria del gruppo e soprattutto nessun nome: l'incontro di ieri al ministero dello Sviluppo sulla vertenza Nca non ha sciolto il mistero sulla manifestazione di interesse presentata ormai oltre due mesi fa da un gruppo di privati per l'acquisto dei Nuovi Cantieri Apuania e su cui Invitalia (la proprietà del cantiere) ha deciso di continuare a mantenere il riserbo. L'amministratore delegato della società, Domenico Arcuri, e il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vicenti si sono limitati a prendere altro tempo, per valutare in modo ancor più approfondito l'offerta, per cui è stata chiesta una trattativa in esclusiva per tre mesi, ovvero fino ai primi di agosto.

L'unica novità, se così la si può chiamare, è che il soggetto in questione sarebbe «un gruppo imprenditoriale con esperienze di successo in campo europeo»: un'informativa giudicata insufficiente sia dai rappresentanti delle istituzioni locali, sia dai lavoratori, arrivati a Roma in 70 con un pullman proprio per conoscere i dettagli di questo potenziale acquirente. Dalla discussione al Ministero è emerso solo che questi privati avrebbero chiesto l'accesso alle agevolazioni finanziarie previste dalla legge 181/89 - rilancio delle aree produttive in crisi - cosa che permetterebbe a Invitalia di rimanere in Nca, se pure con una quota di minoranza.

Ma al di là della discussione sull'assetto societario, sicuramente il primo punto nell'agenda dell'incontro di ieri, nemmeno sulle altre questioni all'ordine del giorno sono arrivate notizie positive: la possibilità di portare a Marina di Carrara qualche lavorazione collegata alla rimozione della Costa Concordia resta ancora vaga, tanto che dal tavolo non sono arrivati aggiornamenti significativi. L'unica certezza, ribadita ieri dall'amministratore delegato di Invitalia, è l'indisponibilità a erogare fideiussioni per eventuali nuove commesse: una linea, quella decisa dalla proprietà, che ha tagliato fuori Nca dalla gara di appalto per la costruzione di una nave per un armatore del Quebec, nell'ambito della quale la fabbrica di Marina di Carrara era riuscita a superare la prima selezione e avrebbe dovuto confrontarsi con i principali cantieri europei.

Dopo questo ennesimo buco nell'acqua, l'obiettivo di tutti - istituzioni e lavoratori - è ora quello di cercare di stringere i tempi per avere il prima possibile informazioni certe su questo fantomatico acquirente. Il timore è che il protrarsi dell'incertezza sulla manifestazione di interesse arrivata a Invitalia, tolga tempo alla ricerca di ulteriori acquirenti e di soluzioni alternative alla liquidazione della fabbrica, fissata dalla proprietà al 31 dicembre di quest'anno. E proprio in quest'ottica, ieri, davanti alla proposta del governo di rinviare la discussione a metà luglio, la delegazione locale si è sollevata in blocco, strappando l'impegno ad anticipare l'appuntamento ai primi del mese prossimo: intanto, stamani, è prevista la consueta assemblea dei lavoratori, in occasione della quale le rsu aggiorneranno gli altri dipendenti sull'esito dell'incontro per poi decidere la posizione da tenere in attesa dell'ennesima trasferta a Roma. A questo punto, annunciano le rsu, l'obiettivo è quello di ottenere la convocazione prima del varo della nave per le Ferrovie dello Stato, previsto per fine giugno: a “bacino vuoto”, hanno lasciato intendere i lavoratori, ogni iniziativa di mobilitazione perderebbe ulteriormente di incisività.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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