Il Tirreno

Presidio per salvare l’ex colonia Olivetti

Fissato per sabato da un gruppo di professionisti sarzanesi «Ultimo baluardo non ancora espugnato da politica e affari»

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MARINELLA. La ex colonia Olivetti, o meglio, il suo futuro, interessa un gruppo di professionisti sarzanesi che hanno dato vita a una sorta di comitato cittadino per attirare l’attenzione sulla struttura che si affaccia sul mare, proprio a confine tra Toscana e Liguria e che, fino agli anni Settanta rappresentava uno dei tanti “paradisi” estivi per i ragazzi dell’epoca, alla stregua delle colonie adagiate sulla costa apuana tra Marina di Carrara e Marina di Massa, come la Torre Fiat, la Motta e così via.

«Perchè ci occupiamo della ex colonia Olivetti di Marinella? - si domanda Roberto Mazza, di professione psicologo e che, assieme a Piero Donati, Sandro Palombo, Silvia Minozzi e Gianfranco Damiano, ha formato il comitato cittadino - perchè si tratta di uno degli ultimi baluardi non ancora completamente espugnati dal solito connubio politica-affari. Battersi per la colonia, come abbiamo scritto nell’appello (che alleghiamo) significa battersi non solo per salvare un manufatto di pregio, tutelato dal Ministero per i Beni culturali fin dal 1989, una struttura enorme e posizionata in una zona unica, con vista spettacolare sul mare e verso la costa, e con una terrazza magnifica di mille metri quadrati da cui si ammirano le Apuane, ma tutelare un “bene comune” e la filosofia che dovrebbe essere ormai culturalmente diffusa del “rispetto della destinazione d’uso pubblica” di opere che fanno parte del nostro patrimonio culturale e della memoria storica di tutti noi. Vuol dire anche occuparci di un’ area rilevante, di confini ambientalmente fragili: Tenuta di Marinella e Bocca di Magra, Parco-Montemarcello».

E Mazza aggiunge: «Non si produce crescita se non si investe nei beni comuni, e non solo sulla produzione di beni “materiali”, ma sulle risorse spontanee, sull’equità, sulla conoscenza, sulla crescita culturale dei giovani, nelle università, nelle scuole, ma anche nel capitale sociale diffuso, nelle reti di sostegno, nelle relazioni umane. La piccola controproposta d’uso della colonia va in questa direzione, dei giovani, del loro futuro, della possibilitá di avviare imprese innovative di turismo sostenibile, ma anche della diffusione di una cultura del rispetto e della fruibilità dei luoghi, oltrechè del mantenimento di un territorio, quando possibile, integro per le generazioni future. E la prospettiva di riqualificazione della colonia ne prevede troppo e del tutto ingiustificato per la comunità».

E stasera al Tg 3 regionale Liguria, intervista a Piero Donati, mentre sabato prossimo alle 11, presidio ai cancelli della ex colonia Olivetti.

«Dovremmo cercare di essere numerosi per garantire un messaggio importante alla Regione e all’ente che attualmente ne è proprietario, e a chi vorrà acquistarla per trasformarne la destinazione d’uso» conclude Roberto Mazza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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