Il Tirreno

Nuove tariffe del marmo i big dicono no al Comune

di Alessandra Vivoli
Nuove tariffe del marmo i big dicono no al Comune

L’amministrazione conta di racimolare cinque milioni in più dall’escavazione Ma intanto fioccano le richieste di arbitrato da Sagevan, Vennai e Caro

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CARRARA. Nuove tariffe del marmo? No, grazie.

Alla vigilia della scadenza (oggi) dei termini ufficiali, quelli in cui gli industriali dovranno manifestare o meno l’adesione alle richieste del Comune sulla tassazione del marmo estratto dalle cave, arriva già il “no” di alcuni big del settore che hanno già inviato a Palazzo civico la raccomandata. Quella con cui annunciano il ricorso all’arbitrato.

In sostanza per 10 aziende (ad oggi sono queste le lettere arrivate) dovrà essere un “arbitro”, nominato dal tribunale a stabilire la giusta cifra. Sentendo prima i pareri dei consulenti di ciascuna parte, quella pubblica e quella degli industriali stessi.

I big scelgono l’arbitrato Di lettere, con l’annuncio del ricorso in arbitrato, sul tavolo del sindaco, ad oggi, ce ne sarebbero una decina. E, fra queste, quelle di alcuni big del marmo che hanno, di fatto, risposto picche alle richieste dell’amministrazione che ha applicato al valore di mercato determinato cava per cava a seconda dei materiali, l’8% del canone comunale (prima fissato al 5%) e il 5% del contributo regionale.

Fra gli imprenditori che hanno scelto la strada dell’arbitratro ci sono i grandi: Gemignani e Vanelli della Sagevan, colosso dello statuario. Ma anche due importanti cave di bianco: la Vennai di Eric Lucchetti e l’azienda di Alessandro Caro, ex presidente di Assindustria.

Franchi chiede un incontro con il Comune C’è anche chi ha scelto una soluzione più soft, per non arrivare al muro contro muro con il Comune. È il caso della azienda Franchi (condotta dai fratelli Bernarda e Alberto) che ha inviato a Palazzo civico una relazione dettagliata, riguardo la produzione di cava. E, insieme, la richiesta di un incontro per fare il punto della situazione. Insomma non un “no” alle richieste dell’amministrazione, ma neppure l’adesione alle tariffe richieste. Una sorta di via di mezzo su cui sarà deciso il confronto con il Palazzo. E, proprio su questa terza strada, dal Comune ci sarebbe tutta la disponibilità a trattare: per evitare, non solo per quel che riguarda il caso di Franchi ma anche per altre aziende che hanno chiesto un incontro con i tecnici dell’ufficio marmo, di arrivare agli arbitrati.

Zubbani: la maggior parte delle aziende ha accettato le tariffe Il sindaco non si sbilancia troppo. «I termini per avere le risposte dalle aziende del monte non sono ancora scaduti e considerando la domenica di mezzo, bisognerà attendere almeno un altro paio di gironi per poter fare una stima precisa di come stanno le cose. Di chi, cioè ha dato l’Ok alle tariffe stabilite cava per cava e chi invece ha deciso di percorrere la strada dell’arbitrato».

Ma sulla percentuale di adesioni alla proposta di Palazzo civico il sindaco sembra essere ottimista. «Dai colloqui che abbiamo avuto nei giorni scorsi - spiega - ci sarebbero segnali positivi. In sostanza la stragrande maggioranza delle aziende, soprattutto quelle del bianco, avrebbero dato il via libera all’applicazione delle nuove tariffe».

Quelle tariffe che, o ricordiamo, dovrebbero portare un introito di 5 milioni in più nelle case del Comune: si dovrebbe infatti passare dai 15 milioni attuali ai 20preventivati in base alle nuove richieste. Da Assindustria, intanto, nessun commento. Solo un certezza: il braccio di ferro si chiuderà nelle prossime ore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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