Il Tirreno

Il Liceo vuole consegnare il diploma al ragazzo morto a pochi giorni dalla maturità

di Francesca Ferri
Il Liceo vuole consegnare il diploma al ragazzo morto a pochi giorni dalla maturità

Il preside: "Stiamo valutando quale strada seguire". Il ragazzo è scomparso in un tragico incidente tornando dalla cena di fine anno scolastico

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MASSA. L’aula della terza C, al primo piano del liceo “Pellegrino Rossi” è vuota. I vecchi banchi sono in fila, le sedie discoste, rivolte verso l’ultima fila, terzultimo banco dalla finestra, dove Lorenzo sorride da una foto incorniciata. I suoi compagni sono andati a salutarlo per l’ultima volta all’obitorio, poco distante dalla scuola. L’unica traccia del loro passaggio sono dei fazzolettini impregnati di lacrime lasciati in terra.

Il liceo “Rossi” era un po’ la seconda casa di Lorenzo Cantoni, come è la scuola per ogni ragazzo della sua età. E questa scuola, oggi che Lorenzo non c’è più, vuole ricordarlo come un ragazzo speciale si merita. Innanzitutto dandogli ciò che si è guadagnato in questi anni: il diploma di maturità.

«Stiamo valutando come trovare il modo di consegnare il diploma post mortem alla famiglia del ragazzo», spiega il preside Luigi Bianchi. «I suoi risultati permettono questo riconoscimento». Lorenzo avrebbe affrontato gli esami di maturità il prossimo 20 giugno. Il fato è stato davvero crudele con questo diciottenne massese, togliendogli la vita all’alba del penultimo giorno di scuola, dopo che aveva partecipato alla festa di istituto al Merida di Poveromo, a Marina di Massa. Lorenzo e i suoi amici avevano deciso di rimanere a dormire sulla spiaggia, ma all’ultimo momento il ragazzo aveva cambiato idea perché faceva freddo. Così era tornato a casa, ma verso le 4 era ripartito alla volta del mare per andare a prendere la sua amica Sara Filigheddu. Sembra che non sia stata l’unica “passeggera” dello scooter di Lorenzo, quella sera. Il ragazzo avrebbe riaccompagnato a casa diversi ragazzi, facendo la spola tra Poveromo e Massa col suo scooter, un gesto di generosità che, all’ultimo viaggio, gli è costato la vita.

All’altezza della scuola media di viale Stazione, infatti, ha perso il controllo dello scooter ed è piombato su un camioncino regolarmente parcheggiato a lato della strada. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, per Lorenzo non c’era già più niente da fare. Sara, invece, era ancora viva ed è stata portata d’urgenza a Pisa per essere operata alla testa (si veda l’articolo in alto).

Una tragedia che ha sconvolto l’intera città e gettato nella disperazione i compagni e gli insegnanti, oltre naturalmente alla famiglia. Ovvio che la scuola abbia deciso di avviare alcune iniziative per ricordarlo e per onorare la memoria di questo ragazzo buono, generoso e molto amato.

La consegna del diploma, che significa che Lorenzo ha superato gli scrutini che si sono tenuti ieri a poche ore dalla morte, sarà solo l’ultimo atto.

Il primo è stato, ieri mattina, un momento di raccoglimento alle 8, allo squillo dell’ultima campanella dell’anno, quando tutto il liceo si è radunato all’ingresso della scuola. Gli studenti e i professori hanno acceso alcune candele ed esposto il suo ritratto sulla facciata della scuola. All’ingresso, inoltre, è stato anche lasciato un libro delle firme per Lorenzo, che già intorno alle 11 del mattino era stracolmo di nomi e pensieri degli amici e delle amiche. Ma non è tutto.

«Se i ragazzi se la sentono di salire sul palco – spiega il preside – allestiremo per sabato o domenica prossimi lo spettacolo sul Paradiso di Dante che avevamo in programma domani (oggi per chi legge, ndr)». «Lo spettacolo si doveva tenere al Teatrino dei Servi – spiega la professoressa di religione Renata Gianni – speriamo che il Comune dia la disponibilità».

Tra qualche giorno, inoltre, la scuola ha in previsione un torneo di calcetto in memoria di Lorenzo, mentre gli amici da ieri pomeriggio stanno preparando la cerimonia funebre di oggi con testi, ricordi e canzoni. Ieri, inoltre, le lezioni si sono prolungate fino all’orario consueto senza la tradizionale uscita in anticipo dell’ultimo giorno di scuola. «Non volevamo dare l’idea che fosse un giorno di gioia», spiega il preside.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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