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Investimenti scesi da 35 a 2 milioni

Investimenti scesi da 35 a 2 milioni

Dibattito sulla crisi locale tra il Comune senza soldi e bisogno di innovazione

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MASSA. Superare la crisi globale partendo da politiche locali. È stato questo il senso del dibattito tenutosi giovedì sera nella sala della Resistenza di Palazzo Ducale, voluto dall’associazione culturale Les, Lavoro etica sviluppo. Sono intervenuti il sindaco di Massa Roberto Pucci, il vicesindaco di Carrara Andrea Vannucci, l’assessore provinciale allo sviluppo economico Paolo Baldini, il presidente della banca Apuana credito operativo Ezio Bertazzoni e Matteo Marchini, giornalista e autore del libro “Zona industriale apuana. 1938-1960”. Presenti nella sala anche rappresentanti di categoria e le rappresentanze sindacali.

«Bisogna capire anzitutto una cosa – ha detto l’assessore Baldini – che la crisi non è globale, ma dell’Occidente, dell’Europa e di una parte degli Stati Uniti. Bisogna capire che il vecchio modo di concepire la competitività è cambiato e bisogna adeguarci. Poi bisogna guardare al nostro territorio. Fino al 2007 la provincia marciava bene, poi l’arresto. Perché? Prendiamo il settore turistico. Due alberghi su tre sono da due a tre stelle: è questo il target che vogliamo?»

«Tutti sono soliti dare la colpa all’amministrazione per la crisi del territorio – spiega il sindaco Roberto Pucci – ma non capiscono che il nostro ruolo è limitato. Noi possiamo intervenire iniziando opere pubbliche che quindi creano lavoro, ma se non abbiamo risorse cosa possiamo fare? Nel 1995 investivamo dai 30 ai 35 milioni di euro, corrispondenti a circa 50 miliardi delle vecchie lire. Oggi ne abbiamo solo due da investire».

Altro punto del dibattito: come intervenire. Se la crisi è un fenomeno che non può essere controllato localmente, i suoi danni comunque possono essere contenuti, con strategie territoriali anti-recessione. Quale condotta? «Bisogna innovarci continuamente – incalza ancora Baldini – e non aver paura di investire. La nostra provincia è formata da costa e entroterra, ossia la Lunigiana, che non è per nulla valorizzata. Eppure è una zona strategica: unisce tra regioni, è attraversata da un’autostrada ed è una bella zona. Bisogna valorizzarla, investire su di essa».

«Noi – dice a sua volta il vicesindaco di Carrara Vannucci – punteremo su ciò che abbiamo e gli altri non hanno ovvero l’industria del marmo. Investiremo e ci innoveremo ancora». L’innovazione sembra essere quindi il sentiero da prendere per guidare il territorio fuori dalla crisi economica.

«Le alternative – conclude Vannucci – sono: o adeguarci ed arretrare piano piano, o fare qualcosa per innovarci. Secondo me bisogna fare tutte e due. Perché ad arretrare siamo costretti visto che il sistema della domanda è quello che è, però bisogna cercare di migliorare il migliorabile».

Melania Carnevali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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