Il dolore
Un corteo di dolore e una preghiera «Addio Lorenzo»
Un cordoglio giovane, fatto di singhiozzi spontanei, di rimmel sbavato sulle guance, di mani tremanti che reggono una candela. È il cordoglio dei cinquecento ragazzi che ieri sera hanno partecipato...
Un cordoglio giovane, fatto di singhiozzi spontanei, di rimmel sbavato sulle guance, di mani tremanti che reggono una candela. È il cordoglio dei cinquecento ragazzi che ieri sera hanno partecipato alla veglia per Lorenzo. Una cerimonia organizzata dal niente. I ragazzi si sono ritrovati alle 21 sul luogo dell’incidente. Ognuno ha preso un cero in mano ed è rimasto immobile a fissare il punto dove l’amico ha trovato la morte. Hanno deposto una croce e dei girasoli, il fiore della luce, come luminoso era Lorenzo. Intorno anche tanti adulti, genitori dei compagni di classe, amici della Misericordia, dove Lorenzo prestava servizio come volontario, e i compagni del calcio. Una marea di ragazzi come non se ne erano mai visti in città, come solo una tragedia di queste proporzioni può muovere. Sono rimasti intorno alla croce, cinta della fascia di capitano, per qualche minuto. Poi il corteo si è mosso verso la cattedrale. Una preghiera, tanto silenzio. Molti ragazzi sono rimasti sui gradini fuori a piangere. Le candele sono rimaste ad ardere per tutta la notte. (f.f.)
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