Finanza
Guerra degli scuolabus
Fivizzano non paga il servizio per andare all’asilo di Casola
FIVIZZANO. Scoppia la guerra degli scuolabus tra i Comuni di Fivizzano e Casola e il capogruppo di minoranza del PdL Oriano Spadoni ha inoltrato al sindaco Paolo Grassi una interpellanza sull'argomento. Per capire cosa sia successo tra i due comuni confinanti ripercorriamo la storia. A seguito della nota vicenda dell'asilo di Monzone, che il Tribunale ha riconsegnato ai privati proprietari in quanto avevano intrapreso un'azione legale contro il comune di Fivizzano per rientrare in possesso della struttura per la mancanza di alcuni pagamenti, l'amministrazione fivizzanese da alcuni anni ha spostato l'asilo da Monzone a Gragnola all'interno di un container.
Come relaziona Spadoni alcuni genitori non accettando più tale scelta per i loro figli li hanno iscritti al vicino asilo di Casola: «Ma incredibilmente – racconta il capogruppo del PdL - il Comune di Fivizzano non dà ai pulmini del Comune adiacente il permesso di poter prendere i bambini nel territorio fivizzanese, appellandosi a una ordinanza che nasce con tutt'altro spirito, cioè quello di evitare utilizzi impropri degli scuolabus. Il Comune di Casola è stato così costretto - prosegue Spadoni- a sobbarcarsi un costo aggiuntivo per affidare il servizio a un pulmino privato». A fronte di questa situazione il PdL fivizzanese chiede quindi al sindaco Grassi di rendere pubblica la situazione del container di Gragnola chiedendo se anche per il prossimo anno la scuola materna sarà ospitata lì e se il terreno sul quale è posizionato il container abbia dei costi di affitto sostenuti dal Comune, quali costi e chi ne è il beneficiario. Altra domanda di Spadoni è poi quella di avere conferma del fatto «che il Comune di Fivizzano prelevi con i propri pulmini regolarmente alunni delle scuole dell'infanzia, primarie o secondarie in altri Comuni, segnatamente Aulla e Fosdinovo, con l'autorizzazione dei Comuni stessi e per quale motivo questa identica autorizzazione viene negata a Casola».
I coordinamenti PdL ribadiscono con forza «il diritto dei genitori alla libertà di scelta della scuola in cui iscrivere i figli, non è possibile obbligare con mezzi impropri a iscrivere i figli a determinate scuole. L'unico risultato ottenuto è un aumento dei costi del servizio pubblico per l'appalto a cui Casola è stato obbligato».
Infine il PdL chiede cosa si vuol fare del polo scolastico di Monzone, dove ancora sono da spendere gli unici soldi disponibili: «I 150mila euro per la messa in sicurezza delle scuole ottenuti anche tramite interessamento del PdL presso il Ministero dei Trasporti del governo Berlusconi». (m.l.)
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