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Assindustria: non navi in ostaggio ma gioco di squadra

 Assindustria: non navi in ostaggio ma gioco di squadra

CARRARA. L’amministratore delegato di Nca, Luigi Mor, difende il direttore Greco. «Gli scioperi sono sacrosanti, ma anche la libertà personale è sacrosanta, e se non viene rispettata è violenza...

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CARRARA. L’amministratore delegato di Nca, Luigi Mor, difende il direttore Greco. «Gli scioperi sono sacrosanti, ma anche la libertà personale è sacrosanta, e se non viene rispettata è violenza privata. Non è la prima volta che accade. Noi siamo persone che facciamo il nostro lavoro. A Roma stanno lavorando sulla questione del cantiere, c’è di mezzo il futuro reale, non simbolico, della gente».

Assindustria fa sentire la propria voce. Pertando da un’analisi sui i numeri della crisi aziendale e del settore, Assindustria in una comunicato sostiene che «c’è da sentirsi male a leggere i report drammatici dell’andamento del settore della cantieristica nel mondo e da questi non può prescindere chiunque voglia difendere, nei modi in cui è ancora possibile, Nca. Il settore della cantieristica versa nella crisi più drammatica della sua storia che non risparmia neanche un paese come la Cina dove, negli ultimi due anni, sono stati chiusi 200 cantieri. Dal 2008 ad oggi in Europa l’occupazione totale ha registrato un taglio di oltre 50.000 persone su 135.000 (- 40%); per gli 8.000 dipendenti del gruppo Fincantieri circolano piani di riorganizzazione che prevedono 3.550 persone in cassa integrazione e 1.500 esuberi. E purtroppo, per i prossimi mesi, i barometri dei mercati non lasciano intravedere inversioni di tendenza: il portafoglio ordini per commesse di nuove navi nel mondo nel primo trimestre del 2012 registra, infatti, un secco -24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente». «Questi crudi dati evidenziano il dramma che affligge tutta la cantieristica in Italia, – dice Assindustria – ma in nessun cantiere la reazione dei lavoratori, giustamente preoccupati, ha raggiunto l’asperità che da tempo si vive a Marina di Carrara; in nessun altro cantiere si impedisce sistematicamente l’accesso agli uffici ai dirigenti; solo da noi si minaccia il sequestro delle navi senza pensare a quanto questi danneggi, più ancora dei conti economici, la reputazione sulla affidabilità dell’azienda».

Secondo Assindustria, i fattori di criticità specifici di Nca «che si aggiungono a quelli della avversa congiuntura internazionale dovrebbero indurre a comportamenti più miti: ci sarà pure qualche ragione se negli ultimi 20 anni i bilanci Nca hanno chiuso sistematicamente in profondo rosso e se il cantiere vanta una incidenza di assenze tra le più elevate del settore e indici di produttività in costante flessione? C’è di più: in questi anni a Nca sono state offerti sostegni e supporti (abbondanti fondi pubblici) che non trovano riscontri con nessun’ altra azienda del territorio e che non hanno innescato alcun cambiamento dell’assetto produttivo». L’associazione industriali chiede: «Fatti e dati alla mano, è così insensato aspettarsi da parte dei rappresentanti politici, insieme ai facili attestati di solidarietà, un fermo richiamo a mettere da parte l’atteggiamento muscolare ostentato dai lavoratori e dalle Rsu dei cantieri? E’ così difficile dire come stanno le cose senza fantasticare su improbabili proposte che alimentano solo fragili illusioni? Siamo davvero convinti che le contrapposizioni tra operai e impiegati e tra lavoratori e dirigenti siano utili al Cantiere o non sarebbe più logico, in momenti come questo, puntare a fare un vero gioco di squadra?».

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