Attenzione
Ma sui lavori c’è un inchiesta della Procura
A settembre le prime richieste di documenti. E ora i titolari dei bagni meditano un nuovo esposto
MASSA. La rottura tra balneari e Provincia è ormai clamorosa. Il presidente Angeli prova a ricucire, dichiarandosi sorpreso dei toni usati dagli operatori turistici e sostenendo che la “disponibilità al confronto” da parte di Palazzo Ducale “non è mai venuta meno”.
Ma tra i titolari dei bagni rabbia e timori (per la stagione) non diminuiscono. E ieri, in una accesa riunione degli associati di Riviera Apuana, si è parlato anche di azioni giudiziarie. Dell’opportunità, cioè, di portare il dossier sui “lavori che non vanno” all’attenzione della procura della Repubblica, per l’accertamento di eventuali reati. Un’iniziativa che potrebbe affiancarsi a una di carattere civilistico: i balneari che si ritengono danneggiati dalle opere che avrebbero dovuto difendere la costa, potrebbero “chiedere i danni”.
Ma in realtà, un’inchiesta della procura di Massa è già in corso. Almeno dallo scorso settembre. I carabinieri, per ammissione della stessa Provincia, si sono recati più volte negli uffici di Palazzo Ducale per chiedere documenti riguardanti i lavori enti erosione e le procedure di gara. E controlli sarebbero stati fatti anche sui cantieri.
Sugli esiti di questi accertamenti e sullo “stato dell’arte” dell’inchiesta sui lavori di difesa della costa da 13 milioni, tuttavia, non si registrano al momento novità. (c.f.)
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