Il dolore
Bilancio di previsione con 10 milioni in meno
Il sindaco: siamo preoccupati, il governo vuole 3,5 milioni per l’Imu altrettanti sono tagliati dai trasferimenti, e il Cermec ce ne costa 2,5
CARRARA. La giunta della seconda legislatura di Angelo Zubbani comincia a entrare nel vivo del lavoro dopo l’insediamento. E sono già dolori.
Nel bilancio di previsione 2012, da preparare entro fine giugno, mancheranno all’appello circa dieci milioni di euro, rispetto all’anno precedente. Uno “scostamento” come commenta il sindaco, «dovuto al fatto che il governo, avendo fatto i suoi calcoli, ci chiede 3 milioni e mezzo di Imu, importo che secondo i nostri uffici è sovrastimato; Inoltre avremo altri 3 milioni e mezzo di minori trasferimenti statali, e (questa è cosa tutta locale) dovremo impegnare 2 milioni e mezzo come quota del concordato per il Cermec. Un bilancio che si scosta dalla quadratura, e anche cercando di contenere il più possibile i costi, siamo abbastanza preoccupati».
Ieri c’è stata una giunta fiume, per una prima carrellata con i dirigenti dei vari settori, e soprattutto con la ragioneria, per cercare di capire come costruire l’esercizio finanziario di questo 2012.
«Non è che non ci aspettassimo i problemi – dice Zubbani – ma è una situazione difficile, e la prossima settimana tenteremo di fare previsioni su cui calibrare le scelte». Parlare di bilancio “lacrime e sangue”, ormai, non è più una novità. Peraltro, il sindaco spiega che, sebbene sia confermato che il nostro Comune applicherà sulla prica casa l’aliquota base dell’Imu (4 per cento), per quanto riguarda le seconde case è tutto da vedere (come per l’Irpef), perché i Comuni, non solo Carrara, di fronte ai conteggi e alle stime del governo e alle richieste finanziarie, si stanno “strappando i capelli”, consapevoli che sarà difficile non alzare l’aliquota Imu sulle seconde abitazioni. Altrimenti come far fronte a ciò che il governo chiede? «Noi non aumentermo la Tarsu», afferma il sindaco. Perciò almeno la tassa sui rifiuti solidi urbani resterà invariata, ma su parte dell’Imu e sull’Irpef ci potrebbero essere interventi al rialzo, che peseranno sulle tasche dei cittadini. Ogni decisione è stata rinviata alla prossima settimana, in attesa di ulteriori conteggi e proiezioni da parte degli uffici comunali. Compresi i calcoli sull’introito del marmo: a fine settimana le ditte delle cave dovrebbero avere risposto tutte al Comune, per comunicare chi accetta il rialzo all’8% del canone di concessione e chi ricorrerà all’arbitrato.
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