Finanza
«Basta, non smantellate più l’ospedale»
Ordinanza del Comune all’Asl per impedire la riduzione dei servizi dopo l’avvenuto azzeramento del punto nascita
PONTREMOLI. Ordinanza del vice sindaco Pier Camillo Cocchi nei confronti dell’Asl apuana per revocare immediatamente la nuova proceduta prevista da oggi per la gestione dei pazienti pediatrici e delle pazienti ostetrico-ginecologiche per l’ospedale cittadino. Un provvedimento che sicuramente farà discutere e che mette in evidenza i contrasti che sono sorti tra Comune e direzione Asl sulla soppressione del punto nascita avvenuta nel febbraio dello scorso anno. In sostanza con l’ordinanza sindacale emessa ieri si intima di ripristinare il modello attuato sino a ora per la gestione dei pazienti pediatrici e delle pazienti ostetrico-ginecologiche e quindi non dare seguito alla nuova procedura che prevede invece, così come spiega l’ordinanza, una sostanziale riduzione dei servizi limitando a un solo pomeriggio (il mercoledì dalle 14 alle 20) la guardia attiva del personale medico e ostetrico, prima prevista su 5 pomeriggi e poi almeno su 3, dalle 14 alle 20, e poi azzerando anche la pronta disponibilità medica e ostetrica per tutti gli altri pomeriggi (ore 14-20), per le notti e per tutti i giorni festivi mentre prima era prevista nelle 24 ore.
Nella nuova procedura era inoltre previsto che la diagnosi medica sulle donne che si presentassero sia da effettuare direttamente al pronto soccorso dal medico di turno, con eventuale consulenza telefonica del personale di turno presso il Dipartimento materno infantile di Massa; accorciando l’assistenza medico-ostetrica per le donne in gravidanza a sole 36 settimane, anziché, come in precedenza statuito fino alle 40 settimane; impedendo di fatto l’organizzazione del doppio turno mattutino nell’ambulatorio ostetrico e quindi una forte riduzione dell’assistenza alle donne in stato di gravidanza e infine stabilendo, per i casi urgenti, l’arrivo da Massa del personale reperibile o il trasferimento della donna con ambulanza e medico del 118.
Per l’amministrazione comunale in tutto questo si ravvede «la forte negatività di una tale decisione rispetto alla necessità di garantire la maggiore sicurezza possibile alle donne in stato di gravidanza e la tutela massima del loro diritto alla salute» e ciò a maggior ragione, spiega il Comune «in considerazione dei casi già verificatisi in questi mesi, i quali hanno fatto direttamente riscontrare la pericolosità di un modello organizzativo che non ha risposto sin dall’inizio, e risponderebbe ancora di meno in futuro, alle esigenze di cittadini che si trovano a vivere in un territorio montano, con l’oggettiva difficoltà, anche economico-sociale, di raggiungere il Dipartimento materno infantile di Massa».
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