La manifestazione
Arrivate 218mila tonnellate di sabbia
Angeli replica ai balneari: non pagati i geotubi sbagliati, controlli sempre effettuati, sui cantieri e anche sulla pesatura
MASSA. Controlli? Sempre fatti. I ritardi? Colpa degli eventi atmosferici. I costi? Anch’essi sotto controllo. Osvaldo Angeli risponde a tutto campo alle contestazioni dei balneari e in particolare al j’accuse del presidente di Riviera Apuana Stefano Gazzoli.
I geotubi non li paghiamo. I problemi ci sono, ammette il presidente della Provincia. «Lo abbiamo rilevato e lo abbiamo detto, anche attraverso rilievi ed atti, che ci sono state criticità nell’intervento. Non è vero che abbiamo messo geotubi in mare senza nessun controllo. Quando la ditta ha comunicato il termine della fase di posizionamento dei geotubi abbiamo effettuato i rilievi, nel giugno 2011: sulla base di essi, conclusa la stagione balneare, abbiamo chiesto con un ordine di servizio di intervenire sulle criticità rilevate. Nel gennaio 2012, la ditta comunicava l'avvenuto intervento sulle criticità. Sono nuovamente partiti i rilievi (febbraio 2012) e a marzo abbiamo emesso un altro ordine di servizio perché venissero affrontate le criticità non risolte. A seguito degli ultimi interventi è in corso un ulteriore rilievo. Occorre precisare che dal 2011 in poi non abbiamo mai pagato ancora questo intervento».
I ritardi. I recenti eventi atmosferici hanno pesantemente influito sulla realizzazione dell'intervento: avevamo un cronoprogramma fino ad aprile, poi le violentissime mareggiate ci hanno portato a rivedere le tempistiche e le modalità anche del ripascimento. Da qui la decisione dell’intervento aggiuntivo via mare di questi giorni, attraverso la draga».
La sabbia. Angeli replica a Gazzoli ricordando «che se il quantitativo finora portato è ridotto, ciò dipende dal fatto che sono stati gli stessi balneari a chiedere di verificare i geotubi prima di iniziare il ripascimento. Ma quanta sabbia è in realtà arrivata? I dati che la Provincia fornisce sono di metà maggio: 218 mila tonnellate su un totale di 486mila previste (comprese le 96 mila tonnellate prelevate alla foce del Versilia e in mare). «Parziale, ma come richiesto», precisa Angeli.
La pesatura della sabbia. Quella proveniente via terra è accompagnata da bolle con pesatura certificata. Il 20% viene sottoposto ad ulteriore controllo su pesa pubblica. Quella via mare è pesata secondo il metodo della stazzatura, tenendo conto dello stato dei serbatoi, sulla base del principio di Archimede sulla base della certificazione della Magistratura delle acque. La nota di Angeli non dice dove viene pesata la sabbia del Po; in compenso spiega che la pesa vicino al cantiere non è stata messa perchè «mancavano gli spazi e ci sarebbero state difficoltà di gestione. Comunque le pesature sono certificate e dai riscontri effettuati non sono mai emerse difformità».
Scogliere. Non è vero, sostiene Angeli, che abbiamo disfatto la scogliera e l’abbiamo ricostruita perché “ci siamo sbagliati”. Vicino al Frigido siamo intervenuti per rimuovere materiale in eccesso a seguito delle mareggiate. Sulle celle 3 e 4 esisteva una scogliera non parallela alla costa. Il progetto prevedeva la sua rimozione ed il suo riposizionamento in parallelo. Questo è stato fatto.
I costi. Non è vero, ribadisce Angeli, che abbiamo già pagato 8 milioni a settembre 2011. L’appalto è di 10 milioni 651 mila euro + Iva. (cioè quasi 13 milioni ndr.)) Ad oggi abbiamo pagato 6 milioni 398 mila euro (con l’Iva fanno all’incirca 8 milioni ndr.).
I premi ai tecnici. L’1,50% pagato ai tecnici «è previsto da una legge dello stato. Non è una premialità. È retribuzione».
Angeli conclude dicendo che «le criticità che ci sono state e che ancora ci sono e che devono essere superate con il completamento dei lavori, che riprenderanno dopo la stagione estiva». E dicendo: rimandiamo il giudizio definitivo a fine interventi, noi siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità.
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