Il Tirreno

Maxi pannello al Guglielmi

Maxi pannello al Guglielmi

L’opera surrealistica è stata realizzata dai ragazzi del liceo artistico

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MASSA. E' andata in scena l'incomunicabilità ieri mattina davanti al teatro Guglielmi. In occasione dei lavori di restauro del teatro, è stato inaugurato un maxi pannello davanti all'ingresso principale dell'edificio, realizzato dai ragazzi della IV B del liceo artistico di Massa, sotto la guida della professoressa Giovanna Dell'Amico. L'opera si ispira alle poetiche del Surrealismo e fa riflettere sull'incomunicabilità odierna: dall'uso - massiccio - dei mezzi di comunicazione che rendono difficili i rapporti interpersonali, all'abuso delle immagini e delle nuove tecnologie, che spesso hanno un effetto straniante dalla realtà.

Ci sono voluti 4 mesi di tempo per realizzare l'opera, 11 mt per 2,40 mt, finanziata dalla ditta Vespignani, che si occupa dei lavori di realizzazione, e costata 600 euro circa. L'obiettivo del pannello, realizzato in stampa digitale a partire da una serie di bozzetti a tecnica mista (tempera, collage, pastelli), è quello di invitare le persone a gettare le maschere che quotidianamente indossano. Per questo, è stata messa in scena una mini performance in cui una decina di ragazzi ha indossato delle maschere bianche, senza espressione, ed è rimasta immobile davanti al teatro. «Un invito a gettare le maschere che quotidianamente indossiamo», ha spiegato Laura Bontempi, studentessa del Palma, che ha aggiunto: «al giorno d'oggi tutto è solo ed esclusivamente tecnologia, come mostra il pannello in cui sono raffigurati televisioni, computer, telecamere, manichini e occhi, siamo sempre osservati da qualcosa o da qualcuno e questo rende le persone distanti e sole».

Secondo questi studenti, infatti, la maggior parte della gente passa la vita davanti al computer e non la vive concretamente. Per questo il loro invito è quello di spegnere la Tv e riprendersi la propria vita al di fuori dei media. La prof Dell'Amico ha aggiunto che «l'opera vuole porre degli interrogativi e delle riflessioni, su come ci si mascheri tutti i giorni nella quotidianità, e sull'incomunicabilità generata dalle nuove tecnologie». Ovvio che, alla domanda su quanto e come usino il Pc o facebook, i ragazzi abbiano risposto quasi all'unanimità: «poco e solo per ricerche, forse siamo mosche bianche».

Giulia Stefanini

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