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Imu, c’è tanta confusione Code in banca, bene i Caaf

Imu, c’è tanta confusione Code in banca, bene i Caaf

Tanti contribuenti mandati indietro perché non era specificato il numero di rate La Cgil smaltisce una sessantina di appuntamenti al giorno. Ma da lunedì...

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MASSA. Ormai ci si era abituati a non pagare la tassa sulla prima casa e tornare a mettere mano al portafoglio non piace a nessuno, specie se a causa dell’Imu si è costretti a fare code in banca o alla Posta e a prendere appuntamenti nei Caaf dei sindacati. A quello della Cgil, responsabile Saverio Corsetti, non ci sono file di utenti, perché è stato deciso di prendere gli appuntamenti per non alimentare la confusione: «Ma più ci avviciniamo alla scadenza (prevista il 18 giugno) più aumenterà la confusione e non potremo regolamentare tutto come stiamo facendo ora».

Dal 20 maggio al Caaf della Cgil accontentano una sessantina di persone, con punte di settanta a seconda del tipo di giornata: per ogni utente ci vogliono una decina di minuti, ma è complicato far capire alla gente che bisogna pagare. «La maggior parte vengono prevenuti, hanno paura di dover pagare una cifra astronomica e quando scoprono l’ammontare tirano un sospiro di sollievo. Purtroppo a volte la burocrazia complica le cose e allora può capitare che gli animi si scaldino».Tutto della nuova imposta contribuisce a creare diffidenza. Oltre al giro di vite sui criteri che definiscono l’abitazione principale, l’unico immobile a godere di detrazioni, rispetto alla vecchia Ici, ad esempio, non è più possibile essere esentati dal pagamento quando si dà in uso la seconda casa di proprietà a un figlio o a un genitore. E anche questo aumenta il malessere. In alcuni casi perfino pagare si è rivelato complicato, perché alcune banche e gli uffici postali hanno respinto i modelli F24 privi dei codici delle rate. Il «pasticcio» risale a una decina di giorni fa. A partire dal 23 maggio, in seguito alle indicazioni operative dell’Agenzia delle Entrate, gli istituti di credito hanno rifiutato i modelli rimasti in bianco nella casella della rata (fino ad allora era lecito), scatenando il panico tra i contribuenti. «Il nostro intervento - continua Corsetti - ha rimesso a posto le cose. E il giorno dopo l’Agenzia ha comunicato ad Abi e Poste l’obbligo di «accettare anche le deleghe di pagamento senza indicazione del numero di rate scelte». Per fortuna perché erano decine le persone che ritornavano protestando con chi aveva compilato il modulo perché l’indicazione delle rate era assente.Pure il contrordine però non ha rimesso immediatamente le cose a posto perché per recepire il cambiamento c’è voluto un paio di giorni. Adesso comunque tutto fila senza troppi problemi: «Aspettiamo a dirlo, perché la prossima settimana si prevede il picco. E noi non potremo dare gli appuntamenti, così è facile che la gente dovrà mettersi in coda».

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