Il dolore
13 milioni e 3 anni di lavori Ma la spiaggia non c’è
Dai geotubi che si rompono e si arenano, al ripascimento che “non basta”: Ma le scogliere realizzate la scorsa estate stanno dando buoni risultati
MASSA. Tre anni di lavori, circa 13 milioni di euro di spesa previsti, studi sofisticati di professori universitari e un litorale stravolto da scogliere e barriere. Non sono bastati. Oggi, 7 giugno, a stagione balneare già iniziata ci sono bagni, nella zona di Ronchi, che stentano a metter giù più di due file di ombrelloni. Perchè non c’è più spiaggia.
393mila tonnellate di sabbia dovevano arrivare dalle sponde del Po per “ripascere” il litorale massese; più 60mila metri cubi dalla foce del Versilia. In tutto, più o meno 300mila metri cubi, una quantità enorme. Quanti ne sono arrivati in concreto? Non è chiaro. La Provincia ha fornito ai balneari numeri diversi. Dai quali si può comunque stimare che la sabbia finora arrivata sia attorno alle 140mila tonnellate. Che non sono poche.
Ma non sono abbastanza. Tant’è che la Provincia stessa – in accordo con i balneari – ha fatto partire un ulteriore ripascimento di emergenza: quello effettuato in questi giorni dalla draga che preleva acqua al largo e la riversa poi in prossimità della riva delle zone più colpite dall’erosione. Un intervento che costerà un milione di euro. E che appare come un’esplicita ammissione che qualcosa, anzi molto, non ha funzionato a dovere.
«Soldi buttati via», «milioni presi dalle tasche di tutti i contribuenti e spesi male», «chi controlla i carichi dei camion?» gridavano ieri i titolari dei bagni in faccia agli amministratori della Provincia. Hanno, a occhio e croce, qualche ragione: come è possibile che un intervento di 8 milioni di euro – tanti ne sono previsti per il maxi ripascimento – non sia bastato a restituire un po’ di spiaggia alla costa massese?
“Non è così, badate: in alcune zone l’intervento di difesa della costa ha funzionato”, replica la Provincia. Vero, nella zona più vicina al centro di Marina le opere, le scogliere in particolare, hanno dato risultati positivi. Ma che dire di Ronchi?
E che dire dei geotubi, ossia dei salsiccioni riempiti di sabbia e messi sul fondale marino per impedire alla rena di andarsene via spinta dalla corrente? Le «criticità» di questi interventi – eufemismo per dire cose fatte male – sono sotto gli occhi di tutti. I geotubi spiaggiati come balene sono una delle curiosità di questo inizio estate. Le foto aeree scattate dai titolari dei bagni che mostrano come la linea dei geotubi (che dovrebbe essere continua) è in più parti interrotta, sono più che eloquenti. La spesa per i geotubi, sottolineano dalla Provincia è contenuta rispetto al resto delle opere: siamo sui 750mila euro. Forse, spesi male anche questi.
Claudio Figaia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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