Sicurezza
«Pure io adesso ho paura, si deve intervenire subito»
Il sindaco Buffoni vittima dei ladri 40 giorni fa: non ho reso pubblica la cosa Chiederò alle forze dell’ordine di trovare una soluzione, ci può scappare il morto
MONTIGNOSO. Il primo pensiero è per Leriano Pierossi, il medico di 86 anni rimasto per due ore in balia dei rapinatori nella sua villa del Cinquale: «Gli esprimo la mia solidarietà, mi rincresce davvero che episodi del genere succedano nel nostro territorio e mi fisso come obiettivo quello di mettere un freno a questa escalation di violenza». Poi il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni prende fiato ed esprime un sentimento che lo tocca da vicino: «Non è più tollerabile andare a dormire la sera e sperare che non accada nulla. In casa nostra, almeno in casa nostra, dobbiamo vivere tranquilli. Altrimenti nulla ha più senso...».
Anche il primo cittadino di Montignoso è stato vittima di un furto, un mese e mezzo fa: «Non ho voluto dare alcuna pubblicità alla cosa, anche perché mi ero esposto con il progetto di vigilanza privata pagata con l’autotassazione volontaria dei cittadini. Una mia denuncia pubblica poteva essere interpretata come una speculazione e così ho preferito tacere, come fanno tutte le persone che vengono derubate dei loro ricordi. L’altra sera però dopo aver saputo quello che era capitato a Pierossi ho avuto qualche problema ad addormentarmi, confesso di non sentirmi più tranquillo come una volta. E questo non va bene. E per togliere ogni dubbio a chi potrebbe pensare che voglio riproporre i vigilantes dico che a Cerreto, dove hanno svaligiato una decina di appartamenti, pagano una guardia giurata. Allora anche questa soluzione non va bene, così come non va bene il protocollo che abbiamo siglato in prefettura (Mille occhi sulla città, ndr )».
La domanda però a questo punto è scontata: che fare? Il primo cittadino allarga le braccia: «So che farò qualcosa, ma non so cosa farò. Lungi da me l’idea di vestire i panni dello sceriffo e lungi da me la tentazione di copiare il modello proposto nel nord Italia qualche tempo fa. Le ronde sono lontane anni luce dal mio modo di pensare e di vedere le cose, ma qualcosa bisogna fare. Io chiamerò il prefetto Giuseppe Merendino, il questore Girolamo Lanzellotto e il comandante dei carabinieri Andrea Sagnelli. La soluzione la dobbiamo trovare insieme, ma sia chiaro che una soluzione stavolta bisogna trovarla per davvero. La più immediata che mi viene in mente è quella di piazzare delle telecamere un po’ ovunque, ma non so se basterà. Ne parliamo in giunta e vediamo quali cose fare. Bisogna agire perché in questo momento il sentimento dei miei concittadini è di paura e rabbia. Non vorrei dover piangere un morto uno di questi giorni. C’è crisi e questo non facilita le cose. L’impoverimento del territorio porta all’aumento della violenza. Siamo persone responsabili e sono sicuro che daremo la risposta che la gente si aspetta da noi. Sia chiaro che le cose non possono continuare ad andare in questo modo».
Entro la fine della settimana Buffoni, come ha annunciato al Tirreno, prenderà contatti con il prefetto e i responsabili delle forze dell’ordine. È evidente che dopo questa escalation di criminalità - le rapine stanno diventando sempre più frequenti e i furti ormai non vengono neppure più denunciati - bisogna dare una risposta. Non solo a Montignoso, ma anche a Massa, a Carrara e in tutta la Lunigiana.
«Mi dispiace per quello che è capitato a Pierossi - conclude il primo cittadino -. Ma spero che da questo episodio possa davvero arrivare la spinta per cambiare una situazione che non mi piace. È brutto non sentirsi sicuri a casa propria. Ve lo dice uno che si è visto portare via le cose che amava di più».
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