Il Tirreno

Chiusura delle Poste, Rometta dice no

di Marco Landini
Chiusura delle Poste, Rometta dice no

In piazza molti residenti e due assessori comunali. Martedì il sindaco di Fivizzano porterà le firme alla direzione di Firenze

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FIVIZZANO. Chiude l’ufficio postale e gli abitanti di Rometta scendono in strada per manifestare il dissenso. Ieri mattina alle 9,30 si sono dati appuntamento sulla strada statale del Cerreto proprio di fronte a quello che fino alla settimana scorsa era un efficiente sportello delle Poste.

Il gruppo di abitanti era composto da una cinquantina di persone tra le quali anche molti anziani, che sono poi coloro che soffrono maggiormente i disagi provocati dalla scure dei tagli che in questi anni in nome della razionalizzazione hanno falcidiato diversi uffici nelle frazioni fivizzanesi. E tra i presenti, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, considerato che il sindaco Paolo Grassi era a Roma, c’erano gli assessori Vittorio Marcelli e Giacomo Perfigli che, nell’occasione, hanno voluto capire meglio la situazione e solidarizzare con gli abitanti.

Cartelli e bandiere alla mano, i cinquanta “protestanti” hanno voluto esternare i loro malumori a seguito della decisione assunta dalla direzione delle Poste di chiudere il “loro” ufficio postale, trasferendo l’impiegata allo sportello presente a Gassano.

I partecipanti alla manifestazione hanno così spiegato, in base alle loro conoscenze, le cause della chiusura di un ufficio postale che ha sempre lavorato moltissimo, anche considerando la sua comoda ubicazione proprio sulla strada statale, quindi meta anche di utenti di passaggio.

Secondo i residenti, a seguito delle recenti scosse di terremoto, il proprietario dell’ex scuola elementare, ceduta recentemente dal Comune, che ospitava l’ufficio postale, avrebbe scritto alle Poste esponendo possibili pericoli dovuti alla mancanza di requisiti antisismici della struttura.

A seguito dell’esposto, le Poste avrebbero così provveduto, a scanso di possibili rischi, di chiudere l’ufficio.

Il disagio che si è creato è che ora gli abitanti, per eseguire qualsiasi operazione postale, sono costretti a recarsi a Gassano o a Moncigoli, distanti entrambi una decina di chilometri.

E non c’è stato solo spazio per gli sfoghi: infatti sono state presentate anche proposte, ossia di valutare la possibilità di aprire un ufficio postale nell’ex stazione ferroviaria di Soliera-Rometta, distante dal vecchio ufficio qualche centinaia di metri. Ed è stata organizzata una raccolta di firme che martedì prossimo, a Firenze, il sindaco Paolo Grassi consegnerà durante il programmato incontro con il direttore regionale delle Poste, al quale consegnerà le firme raccolte e rinnoverà la proposta già espressa in passato di ubicare l’ufficio nell’ex stazione di Soliera-Rometta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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