Il Tirreno

Nca, fronte compatto «No a proposte a scatola chiusa»

Nca, fronte compatto «No a proposte a scatola chiusa»

Figaia (Cisl) suggerisce l’utilizzo dei fondi della Cassa Depositi e Prestiti, nessuna novità sul fronte Concordia

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CARRARA. Vertenza Nca: a una settimana dal nuovo tavolo con il governo, istituzioni locali, sindacati e lavoratori fanno quadrato attorno al cantiere. Hanno la ferma intenzione di arrivare a Roma preparati e con qualche freccia al loro arco, per ribattere alla posizione del governo e Invitalia ed evitare la liquidazione del cantiere: per questo, ieri pomeriggio, a Palazzo Ducale, istituzioni locali, sindacati e rsu si sono ritrovati attorno a un tavolo, e hanno messo a punto una strategia in tre punti, da presentare al ministero dello Sviluppo, lunedì prossimo, quando si terrà il nuovo delicatissimo incontro sulla vertenza Nca.

In quell'occasione, Invitalia dovrebbe sciogliere il mistero sulla manifestazione di interesse presentata ormai qualche settimana fa da un gruppo di privati che opera nel settore del refitting e su cui fino a questo momento è stato tenuto il massimo riserbo. «Non accetteremo questa offerta a scatola chiusa», spiega Paolo Baldini, assessore allo Sviluppo della Provincia, sintetizzando la posizione uscita da Palazzo Ducale. Una delle priorità, nella valutazione di questo potenziale acquirente, sarà sicuramente quella della tutela dei livelli occupazionali del cantiere, che oggi conta 158 dipendenti diretti. Il timore è che la nuova proprietà operi una radicale diminuzione del personale o peggio che arrivi con la sola intenzione di smantellare la fabbrica.

Un altro punto cardine della strategia messa a punto per Roma, riguarda lo studio dei bilanci dell'azienda, con il dichiarato obiettivo di dimostrare che Nca non è un'azienda in perdita strutturale. L'idea è quella di confutare la tesi dell'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, che il 18 maggio scorso aveva annunciato l'intenzione di non finanziare più le commesse del cantiere, proprio perché al di là della crisi internazionale degli ultimi anni, Nca è una società «strutturalmente in perdita». La revisione dei bilanci è ancora in corso, ma fin dalla prima lettura è balzato agli occhi un accantonamento per il fondo rischi particolarmente ingente, soprattutto se raffrontato alle perdite del cantiere: secondo indiscrezioni, ad esempio, dei 5,4 milioni di euro di rosso registrati nel 2011, almeno 2,5 milioni sarebbero andati proprio sotto questa voce e non deriverebbero quindi da perdite strutturali.

Ma l'asso nella manica che la delegazione locale calerà al tavolo con il governo è sicuramente quello relativo all'assetto societario: mentre continua, di concerto con la Regione, la ricerca di nuovi partner societari per Nca, ieri il segretario provinciale della Cisl Andrea Figaia, ha sottolineato come, nel decreto sviluppo del ministro Corrado Passera ci sia una proposta per salvare alcune aziende pubbliche ritenute strategiche, attraverso il coinvolgimento della Cassa Depositi e Presititi. «Vogliono salvare alcuni gioielli di Stato utilizzando la grande liquidità di questo istituto e rispettando al tempo stesso i vincoli imposti da Bruxelles. Se il governo usa questo strumento per Fintecna e Fincantieri, non vedo perché non può farlo anche per Nca», ha osservato Figaia.

Intanto al tavolo di ieri non è arrivata nessuna novità sul fronte Costa Concordia: dopo l'ultimo vertice al ministero dello Sviluppo, il presidente della Regione Enrico Rossi si era impegnato a far sì che almeno parte delle lavorazioni collegate alla rimozione della nave da crociera potessero essere effettuate a Marina, alimentando le speranze sull'acquisizione di una commessa che, per quanto non risolutiva per le sorti del cantiere, avrebbe potuto dare un po' di ossigeno alle tasche dei lavoratori riducendo il periodo di cassa integrazione. A oggi però non è arrivata ancora nessuna conferma al riguardo, e la partita Costa Concordia - un appalto gestito da una società Usa in collaborazione con l'italiana Micoperi - continua a essere giocata su tavoli "lontani" non solo dalla Toscana ma forse addirittura dall'Italia.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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