Finanza
Le donne del comitato con Cinzia Viola
“Se non ora quando” esprime solidarietà e sarà vicino alla dipendente comunale che tredici anni fa subì molestie sessuali
CARRARA. Come anticipato alcune settimane fa, tredici anni dopo la molestia sessuale subita da parte di un collega di lavoro, e undici anni dopo l'esplosiva puntata di Porta a Porta in cui raccontò la sua odissea di dipendente comunale molestata e fatta oggetto di mobbing, si avvicina la sentenza di primo grado sul caso Cinzia Viola.
Il tribunale è chiamato a decidere su due distinte richiestedi risarcimento, una riferita alla molestia sessuale, l'altra per il mobbing a cui sarebbe statasottoposta, con cambio di ufficio, isolamento, depotenziamento delle mansioni, vessazioni e quant'altro.
Le controparti sono ilComune e l'ex dipendente che lamolestò; Cinzia Viola è assistita dall’avvocato Claudio Lalli. L'appuntamento è per domani, in tribunale a Massa di fronte al giudice dottoressa Agostini il 6 giugno.
E proprio per domattina, il “Comitato Se Non Ora Quando” della città di Massa, annuncia una manifestazione di solidarietà. In un documento, il Comitato spiega che la manifestazione del 13 febbraio 2011 «di indignazione generale, ha portato all'esigenza di ritrovarsi in piazza, donne e uomini uniti, per gridare che la condizione femminile in Italia non può più essere caratterizzata dallo stereotipo di mero oggetto sessuale o dall'essere vittima di violenza, e ha dato modo ad una pluralità di donne di tutte le età (semplici cittadine, rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati, di associazioni, della scuola, ecc.) di instaurare relazioni, incontrarsi, rivelarsi delle risorse, riavvicinarsi alla politica». Nasce così il Comitato di Massa contemporaneamente ad altri 120 comitati sparsi per tutta Italia. E, si fa notare, «Tutte le iniziative che “Snoq” Massa ha portato avanti sino ad oggi sono andate a rafforzare il concetto delle donne come forza politica e come protagoniste di un cambiamento culturale necessario ad un paese ancorato ad una forma mentis di stampo maschile e maschilista. E' in questo contesto che il Comitato Se Non Ora Quando della città di Massa si stringe intorno ad una sua componente, Cinzia Viola e vuole essere solidale con la sua lunga battaglia non solo legale, ma anche sociale contro le molestie subite sul luogo di lavoro». Infatti, «Il caso di Cinzia Viola è ancora una volta dimostrazione di come le donne siano oggetto di discriminazioni e violenze e di come sia difficile trovare il coraggio di denunciare nella solitudine causata da quel vuoto che viene a crearsi intorno alla vittima a favore di un mal costume che è quello di pensare che sia in qualche modo sempre colpa della donna o che comunque l'uomo abbia un alibi più o meno consolidata che varia dalla goliardia alla gelosia, dalla malattia al raptus senza che venga semplicemente riconosciuto come puro colpevole di un atto violento, osceno e pericoloso. Noi donne dello Snoq abbiamo il coraggio di dire “Mai più complici” ed invitare tutte e tutti a partecipare all'appello nazionale contro la violenza alle donne ed il femminicidio, partendo dal nostro territorio, dal caso di Cinzia, una di noi, una donna che ha avuto il coraggio di denunciare nonostante tutto. È importante sottolineare come in Italia le donne muoiano a causa della violenza maschile e come tali delitti non siano il frutto di raptus criminali, ma abbiano invece a che fare con la relazione di genere. Le donne vengono uccise e violentate in quanto donne. Solo partendo da ciò, sarà possibile mettere in atto politiche di prevenzione e di contrasto al fenomeno. La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Noi ci stringiamo attorno a Cinzia e speriamo che tante prendano esempio e denuncino uscendo dal silenzio a cui vengono costrette da una società troppo spesso complice ed omertosa». Il Comitato “Snoq” domani sarà presente al tribunale di Massa, e contemporaneamente prenderà il via la raccolta firme nazionale a tutela della Legge 194/78 sull'interruzione di gravidanza per l'autodeterminazione della donna, «Due lotte che come Snoq sosteniamo pienamente». (m.b.)
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