Il Tirreno

La tassa di soggiorno agli amici emiliani «Glielo dobbiamo»

di Francesca Ferri
La tassa di soggiorno agli amici emiliani «Glielo dobbiamo»

Federalberghi chiede al Comune di aiutare così i terremotati «Clienti storici, ci hanno arricchiti». In ballo 500mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Devolvere il mezzo milione di euro della tassa di soggiorno alle popolazioni emiliane colpite dal terremoto. La proposta arriva dall’associazione degli albergatori Confcommercio Federalberghi di Massa-Carrara e, se è vero che odora un po’ di provocazione, ha dentro anche un nocciolo di sincera solidarietà.

«La regione Emilia Romagna, soprattutto le province di Modena e Reggio Emilia, sono da sempre bacino d’utenza del nostro territorio», spiega Claudio Lotto, presidente dell’associazione che raggruppa 160 alberghi a livello provinciale, 75 solo nel comune di Massa. «Queste persone – prosegue – hanno amato e condiviso una seconda patria che è la nostra riviera massese e hanno permesso insieme ad altri di incentivare il turismo». Adesso è arrivato il momento di restituire indietro un po’ di quel bene.

«Riteniamo sia un giusto modo poter aiutare per quanto è possibile questa gente – spiega Lotto – e proponiamo all’amministrazione di Massa di dirottare l’intero importo dell’imposta di soggiorno, circa 500mila euro, verso queste località. Crediamo che questo sia il modo migliore per destinare l’imposta».

Secondo Confcommercio Federalberghi i turisti emiliani clienti degli alberghi della costa apuana sono circa il 15-20 per cento del totale, una parte di clienti che probabilmente quest’anno mancherà all’appello. «Ma questo è il nostro ultimo pensiero», spiega Lotto. Che, come altri colleghi albergatori, ha chiamato al telefono alcuni clienti emiliani di lunga data. «Alcuni sono fuori casa – spiega – e sono molto spaventati. Tra noi, dopo tanti anni, si è creata anche un’amicizia».

Gli albergatori, dunque, chiedono al Comune un atto di solidarietà e lo invitano a contattare uno dei comuni colpiti «partecipando alla ricostruzione di scuole o beni culturali perché, investendo le nostre risorse che derivano anche da questi territori, permetteremo loro di credere e apprezzare ancor più la nostra cittadina».

Federalberghi chiede anche ad altre associazioni di unirsi al “pressing” sulle rispettive amministrazioni. Con l’augurio che la risposta sia un “sì”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web