Il Tirreno

Stop al porta a porta: «Costa troppo»

di Riccardo Sordi
Stop al porta a porta: «Costa troppo»

L’assemblea alla sala Gordon Lett reclama il servizio a gran voce ma l’amministrazione pontremolese tira dritto

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PONTREMOLI. Pontremoli vuole il "Porta a Porta" e lo chiede a gran voce. La partecipazione, gli interventi e la passione con cui la popolazione ha assistito alla serata svoltasi nella sala Gordon Lett del Municipio legata ad una maggiore analisi rispetto a questo metodo di raccolta dei rifiuti, organizzato da un gruppo di associazioni pontremolesi, sembrerebbe non lasciare dubbi in proposito. E del resto anche gli stessi amministratori presenti, il sindaco Lucia Baracchini e il consigliere delegato all'ambiente Michele Lecchini, hanno parlato con toni lusinghieri di questo metodo di raccolta, «Fosse per me metterei il Porta a Porta dappertutto», ha esordito nel suo intervento il consigliere Lecchini.

Da domani stop al servizio. Certo una dichiarazione che stride fortemente con le recenti evoluzioni della realtà cittadina, infatti l'incontro è stato organizzato proprio per opporsi all'annuncio fatto dall'amministrazione di voler sospendere il servizio Porta a Porta nell'area del centro storico (l'unica zona di Pontremoli che può contare, ancora per poco, su questa tipologia di raccolta), non solo, ma l'intenzione si è trasformata in realtà soltanto pochi giorni prima con la delibera del 29 maggio che sospende il servizio a partire da domani, 4 giugno «un atto che riteniamo di cattivo gusto - è stato sottolineato dal pubblico e in parte anche dal coordinatore della serata il prof. Giulio Armanini - perché fa pensare che all'amministrazione non interessi niente di quello che abbiamo da dire visto che hanno già deciso come intervenire su questo tema prima di questo incontro».

Come già detto gli amministratori presenti hanno manifestato la loro piena adesione teorica al Porta a Porta (anche se bisogna ricordare che nella campagna elettorale del 2011, la compagine di centrodestra che sosteneva la Baracchini aveva tra i suoi punti chiave proprio l'abolizione di quel servizio di raccolta) ed hanno provato a spiegare come mai esista questa distanza con la pratica che vede la giunta decidere di andare nella direzione opposta e fare un passo indietro. «Innanzitutto non è stata una scelta né superficiale, né indolore, e certo non presa a cuor leggero ma soppesando con attenzione le ricadute sulla cittadinanza» ha evidenziato il sindaco.

Il problema?I costi. Il motivo principale è legato ad una questione finanziaria come sottolineato dal consigliere Lecchini: «Le tariffe con la ditta Aimer Ambiente sono troppo alte. E certo non si può pensare di far pagare agli abitanti delle frazioni o delle zone del capoluogo non servite dal Porta a Porta, il servizio che copre solo gli abitanti del centro storico». C'è poi la questione del prossimo passaggio, a partire dal 1° gennaio 2013, nell'Area Vasta con un nuovo gestore unico per la raccolta dei rifiuti: «In quell'occasione potremmo rinegoziare tariffe più convenienti e valutare l'ipotesi di un ripristino del servizio Porta a Porta".

E se Lecchini mette in evidenza poi la difficoltà di servire un territorio così vasto e frazionato com'è il comune di Pontremoli, il sindaco sottolinea invece che il mancato funzionamento del Porta a Porta ha radici anche nelle "cattive abitudini" dei cittadini, non solo pontremolesi.

Troppe volte infatti, sostengono, «Abitanti del centro storico portano i loro rifiuti nei cassonetti di Verdeno».

E lo stesso incivile atteggiamento è stato riscontrato anche da parte dei cittadini dei paesi vicini serviti dal Porta a Porta che per pigrizia e mancanza di senso civico non rispondono alle regole della raccolta differenziata e portano i loro rifiuti nelle isole ecologiche di Pontremoli.

Bassi: scelta politica. «Non nascondiamoci dietro ad un dito, questa è una scelta politica», ha ribattuto con determinazione l'ex assessore all'ambiente della giunta Gussoni, Mario Bassi, tra i principali promotori dell'avvio della raccolta "Porta a Porta" nel febbraio 2010, «Il passo da compiere adesso era allargare il servizio, non toglierlo a chi già ne usufruisce».

E l'ex assessore elenca i risultati conseguiti "nel 2010 e nel 2011, la raccolta differenziata nei luoghi serviti dal Porta a Porta era di circa l'80%. Pontremoli nel suo complesso arriva al 31%. Al momento solo il 17% della popolazione è in regime di Porta a Porta e nonostante questo incide per il 40% sul totale della differenziata». E in quanto alle opposizioni esposte da Lecchini, Bassi replica che con «l'Area vasta non cambierà niente. La valutazione è solo politica. Si vuole o no fare il Porta a Porta? L'amministrazione mi pare abbia fatto una scelta ben precisa».

Anche riguardo ai costi, Bassi replica ai rappresentanti dell'amministrazione sostenendo che il modo migliore per abbassare le spese è «incrementare il Porta a Porta nella altre aree della città, aumentando la quantità di rifiuti riciclabili così da diventare anche una fonte di reddito per il Comune».

Ma la vera e propria star della serata è stato Eugenio Baronti, rappresentante del comune di Capannori, città all'avanguardia nel Porta a Porta, che ha volato alto rispetto alle "beghe locali" ed ha evidenziato con passione e energia l'importanza della raccolta differenziata che passa, in maniera quasi obbligatoria, dal "Porta a Porta". «Bisogna avere il coraggio di responsabilizzare i cittadini, che spesso sono migliori della classe politica che li rappresenta»m ha detto.

Baronti tiene a sottolineare come la ricette capannorese non sia universale e che ogni comune ha bisogno che il "Porta a Porta" sia assemblato su misura: «Ma certo questo è l'unico mezzo per incrementare la raccolta differenziata ed il senso civico dei cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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