Il Tirreno

L’arte oltre gli scandali: exploit degli studi Nicoli

di Alessandra Vivoli
L’arte oltre gli scandali: exploit degli studi Nicoli

Le maestà col burqa incantano il pubblico: un inno alla libertà oltre le censure Il club Unesco premia i laboratori storici per il grande lavoro svolto da sempre

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CARRARA. L’arte, quella vera, che supera le polemiche. Non si lascia impigliare dai facili scandalismi e, alla fine conquista tutti. Nello spazio, spettacolare, degli storici studi Nicoli in piazza San Francesco, dove il Club Unesco “Carrara dei Marmi” ha celebrato il decennale del riconoscimento come “Sito messaggero di una cultura di pace”, le grandi opere della sculturice Aidan Salakhova hanno incantato il pubblico. Un pubblico numeroso e attento per quello che è stato, senza alcun dubbio, uno degli eventi più interessanti nell’ambito della rassegna Marble Weeks. Il dibattito si è concentrato sul significato del velo, come simbolo della cultura islamica, lo stesso - in granito nero Africa - con cui sono raffigurate le donne di Aidan. Delle quali spiccano solo le mani, in statuario, che pregano, racchiudono una lacrima e stringono quel minareto dalla forma fallica che aveva sollevato uno scandalo che però, grazie al linguaggio della cultura e della scultura, non ha trovato terreno fertile. A parlare sono state le idee e l’innovazione dell’artista russa. Protagonisti, sul palco degli studi d’arte di San Francesco, l’assessore alla cultura Giovanna Bernardini, il presidente della Federazione Italiana Club e Centri Unesco professoressa Maria Luisa Stringa, la dottoressa Anna Teresa Rondinella segretario Generale della Federazione, Gennaro Tampone Ispettore Icomos e docente alla facoltà di Architettura di Firenze, il presidente dell’Accademia di Belle Arti Simone Caffaz, Francesca Alìx Nicoli critica d’Arte e Manager dei Laboratori Nicoli e l’artista Aidan.

Proprio la scultrice ha fatto una bella dichiarazione di stima nei confronti degli studi artistici, famosi in tutto il mondo: «Ho conosciuto questi studi, Francesca e suo padre, tre anni fa ed è stato amore a prima vista. Qui sono passati artisti importanti, come Vanessa Beecroft, è un onore per me poter lavorare in questo luogo». E dalle opere di Aidan è partito un dibattito ampio, sulla libertà dell’arte. «Bisogna evitare di incorrere nel grosso rischio della censura - ha sottolineato il presidente dell’Accademia Simone Caffaz - Le opere, anche quelle che non apprezziamo, magari anche quelle che per noi non sono belle, hanno sempre e comunque diritto di esistere». Lo stesso concetto di libertà, anche quando è legato a doppio filo alla diversità, è stato messo in evidenza anche da Francesca Alìx Nicoli: «Anche il velo, quello che Aidan rappresenta è una forma di libertà. Si è sollevata una protesta, in Francia, quando è stato imposto alle studentesse di toglierlo». La serata si è conclusa con i complimenti del Club Unesco agli studi Nicoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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