La manifestazione
Dimesso dal Pronto soccorso, muore
Era stato ricoverato in ospedale il giorno prima per un malessere; è deceduto a 40 anni poche ore dopo, nel letto di casa
CARRARA. È uscito dal Pronto soccorso giovedì, poco dopo la mezzanotte. Lo hanno dimesso, nonostante le insistenze della moglie che lo vedeva strano, e voleva che lo tenessero in osservazione. E dei due fratelli, che si erano precipitati in ospedale chiedendo di tenerlo sotto osservazione, perché aveva la bocca storta, la voce impastata. Come fosse intorpidito. Lo hanno mandato a casa, con le dimissioni in mano.
È morto, la successiva mattina del venerdì, dopo otto ore, a quarant’anni.
I familiari chiedono giustizia: è partito un esposto nei confronti dell’Asl e del medico che, giovedì notte, secondo quanto hanno riferito ai carabinieri, avrebbe negato il ricovero di Leonardo Iardella, un ragazzone alto e dal fisico robusto, conosciutissimo a Bonascola dove viveva e dove era cresciuto. Leonardo ha cessato di vivere, dopo una notte tormentata nel letto di casa, accanto alla moglie. È stata lei ad accorgersi, al risveglio che non respirava più.
Una vicenda drammatica.
Un epilogo tragico di quello che sembrava un malore legato al presunto abuso di un farmaco generico, delle gocce di tranquillanti. Mercoledì aveva detto di stare male, sentiva il cuore debole, un formicolio alla bocca. Certo non un malessere di lieve entità visto che c’erano stati, nel giro di due giorni, due accessi al Pronto soccorso.
Ora i familiari vogliono che sia fatta chiarezza sulla vicenda. E, soprattutto, vogliono che se ci sono delle responsabilità per quanto accaduto, qualcuno paghi. La moglie Tiziana, la madre Maria Rosa e i fratelli, Daniele e Gianluca, si sono affidati all’avvocato Cristina Lattanzi e hanno già presentato denuncia ai carabinieri. Nei confronti dell’Asl e del medico del Pronto soccorso che non ha voluto ricoverare Leonardo e ha firmato il foglio delle sue dimissioni. Sulla vicenda la Procura della Repubblica ha aperto un’indagine di cui è titolare la dottoressa Alessandra Conforti. Già da ieri la salma è a disposizione dell’Autorità giudiziaria. È intervenuto, infatti, il medico legale Maurizio Ratti, interpellato in un primo momento, a seguito della scheda Istat con cui il medico di famiglia di Iardella che aveva chiesto un riscontro diagnostico dopo il decesso. Proprio il dottor Ratti, tramite il posto fisso di Polizia dell’ospedale cittadino, ha fatto in modo che il corpo venisse messo immediatamente a disposizione della Procura.
E ieri, come prevedibile, è stato affidato l’incarico dell’esame autoptico, alla dottoressa Ilaria Marradi di Lucca. Sarà proprio l’autopsia a cercare di far luce sulla morte improvvisa del quarantenne. Ad oggi c’è il drammatico racconto dei familiari di una notte al Pronto soccorso.
Leonardo vi è arrivato intorno alle 20 e 30. Gli è stata fatta una flebo e, a mezzanotte, raccontano i familiari, è stato rimandato a casa. La moglie ha chiamato i fratelli di Leonardo, anche loro hanno chiesto di trattenerlo per la notte in ospedale. Dicono che aveva la bocca storta, e faticava a parlare. Lo hanno dimesso lo stesso.
Una volta a casa si è lamentato fino alle quattro del mattino. Respirava male, aveva un forte dolore alla testa. La moglie lo ha sentito e rincuorato fino a quell’ora. Poi è crollata, per la stanchezza, per lo stress accumulato. La mattina, quando si è svegliata, il suo Leonardo aveva cessato di vivere. Per lui era troppo tardi. Ormai non c’era più nulla da fare.
Il dolore è rimbalzato su Facebook. Tante le attestazioni di cordoglio per la scomparsa di Leonardo.
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