Sicurezza
Corte dei conti: un fascicolo sulla struttura
MASSA. «La colpa più grave di Scarafuggi e Delvino è che, non aprendo la rsa della nostra fondazione, che sarebbe stata pubblica, hanno permesso il proliferare di strutture private». La presidente...
MASSA. «La colpa più grave di Scarafuggi e Delvino è che, non aprendo la rsa della nostra fondazione, che sarebbe stata pubblica, hanno permesso il proliferare di strutture private». La presidente della fondazione Dottor Ezio Pelù, Piera Teresa Pelù, non usa giri di parole per descrivere un aspetto non secondario della vicenda della rsa.
«Aprire questa struttura a Massa – spiega Pelù – avrebbe un duplice effetto positivo. Innanzitutto, meno disagi per le famiglie che oggi sono costrette a tenere i loro cari nelle strutture lontane della Lunigiana e che, al contrario, con la rsa in via Marina Vecchia li avrebbero vicini a casa e potrebbero andarli a trovare più spesso. Dall’altro ci sarebbe un risparmio per l’Asl, che potrebbe assistere queste persone in modo diretto senza doversi accollare la spesa delle costose rette di strutture private».
Un doppio vantaggio che ne produce addirittura un terzo. «La presenza di una rsa pubblica sul territorio – spiega Pelù – farebbe calare in generale i prezzi delle rette anche nelle altre strutture private, con un vantaggio per i cittadini. Avere una rsa pubblica, infatti, significa aprire la strada alla concorrenza e imporrebbe ai privati di calmierare i prezzi».
Quanto al ruolo dei privati, invece, nel Piano attuativo locale la Asl li individua, guarda caso, proprio come l’alternativa necessaria in caso di richieste di ricoveri. Insomma, altri aspetti della vicenda sui quali si dovrà fare luce e sui quali ci sarebbe già un fascicolo aperto alla corte dei conti nell’ambito della più vasta indagine sul maxibuco dell’Asl 1. (f.f.)
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