Il Tirreno

Condotte fuori uso chiuso il rifugio di Pian della Fioba

di Claudio Figaia
Condotte fuori uso chiuso il rifugio di Pian della Fioba

Saltate tutte le prenotazioni dei ponti di primavera A rischio anche la stagione estiva e quattro posti di lavoro

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MASSA. L’alternativa alla “solita” spiaggia? La montagna, che è a due passi da Marina: aria fina, grande panorama e niente afa. Peccato, però, che il rifugio di Pian della Fioba, méta frequentatissima e amata da massesi e turisti, con ristorante, il vicino orto botanico, sentieri per escursioni e passeggiate sia chiuso.

Chiuso dal febbraio scorso, dai giorni della maxi gelata che ha danneggiato in modo serio le tubazioni dell’acqua. Il rifugio è così rimasto a secco: impossibile far funzionare i servizi igienici e la cucina. Impossibile, quindi, anche tenere aperto. «Sono saltate tutte le prenotazioni riguardanti il periodo di Pasqua e Pasquetta, del ponte del 25 Aprile e di quello del Primo maggio», dice allarmato Fabio Angeloni, presidente della cooperativa Il Delfino (la stessa che gestiva la piscina comunale) a cui l’amministrazione civica ha affidato (tramite bando) la conduzione del rifugio. Secondo quanto stabilisce la convenzione, dovrebbe essere il Comune a provvedere a riparare i danni. Ma finora non lo ha fatto. «Già a febbraio, subito dopo la gelata – dice ancora Angeloni – abbiamo avvertito l’amministrazione e gli uffici competenti con e-mail e lettere protocollate. Sono saliti quassù alcuni tecnici per verificare i problemi, ma gli interventi non sono stati fatti». E il timore della cooperativa è di un’estate senz’acqua: un incubo che vorrebbe dire rifugio chiuso o funzionante ai minimi termini, incassi a picco e anche i quattro posti di lavoro che oggi la struttura garantisce a rischio.

La Delfino si è anche rivolta a un avvocato per sollecitare gli interventi di allaccio con la rete idrica e spera che il problema venga risolto in tempi stretti. «Anche perché – spiega ancora Angeloni – il rifornimento con autobotti a cui abbiamo fatto ricorso le scorse estati (la questione della mancanza d’acqua non è nuova: il rifugio ha dovuto anche fare i conti con la siccità) è costoso, quasi 300 euro a viaggio e non è in grado di soddisfare il fabbisogno della struttura.

Il rifugio di Pian della Fioba era stato chiuso nel 1997 e solo nel luglio 2008 aveva riaperto. Trovando subito un buon successo: tante prenotazioni per pranzi e pernottamenti, tante visite in ogni stagione.

Nel luglio 2009, però, ecco il problema della siccità. E ora quello delle condotte d’acqua fuori uso. E questa alternativa al mare - 25 posti letto, una quarantina di coperti a 900 metri sul livello del mare – torna in bilico.

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