Condotte fuori uso chiuso il rifugio di Pian della Fioba
Saltate tutte le prenotazioni dei ponti di primavera A rischio anche la stagione estiva e quattro posti di lavoro
MASSA. L’alternativa alla “solita” spiaggia? La montagna, che è a due passi da Marina: aria fina, grande panorama e niente afa. Peccato, però, che il rifugio di Pian della Fioba, méta frequentatissima e amata da massesi e turisti, con ristorante, il vicino orto botanico, sentieri per escursioni e passeggiate sia chiuso.
Chiuso dal febbraio scorso, dai giorni della maxi gelata che ha danneggiato in modo serio le tubazioni dell’acqua. Il rifugio è così rimasto a secco: impossibile far funzionare i servizi igienici e la cucina. Impossibile, quindi, anche tenere aperto. «Sono saltate tutte le prenotazioni riguardanti il periodo di Pasqua e Pasquetta, del ponte del 25 Aprile e di quello del Primo maggio», dice allarmato Fabio Angeloni, presidente della cooperativa Il Delfino (la stessa che gestiva la piscina comunale) a cui l’amministrazione civica ha affidato (tramite bando) la conduzione del rifugio. Secondo quanto stabilisce la convenzione, dovrebbe essere il Comune a provvedere a riparare i danni. Ma finora non lo ha fatto. «Già a febbraio, subito dopo la gelata – dice ancora Angeloni – abbiamo avvertito l’amministrazione e gli uffici competenti con e-mail e lettere protocollate. Sono saliti quassù alcuni tecnici per verificare i problemi, ma gli interventi non sono stati fatti». E il timore della cooperativa è di un’estate senz’acqua: un incubo che vorrebbe dire rifugio chiuso o funzionante ai minimi termini, incassi a picco e anche i quattro posti di lavoro che oggi la struttura garantisce a rischio.
La Delfino si è anche rivolta a un avvocato per sollecitare gli interventi di allaccio con la rete idrica e spera che il problema venga risolto in tempi stretti. «Anche perché – spiega ancora Angeloni – il rifornimento con autobotti a cui abbiamo fatto ricorso le scorse estati (la questione della mancanza d’acqua non è nuova: il rifugio ha dovuto anche fare i conti con la siccità) è costoso, quasi 300 euro a viaggio e non è in grado di soddisfare il fabbisogno della struttura.
Il rifugio di Pian della Fioba era stato chiuso nel 1997 e solo nel luglio 2008 aveva riaperto. Trovando subito un buon successo: tante prenotazioni per pranzi e pernottamenti, tante visite in ogni stagione.
Nel luglio 2009, però, ecco il problema della siccità. E ora quello delle condotte d’acqua fuori uso. E questa alternativa al mare - 25 posti letto, una quarantina di coperti a 900 metri sul livello del mare – torna in bilico.
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