Italia
Vincono le scelte di rigore, non convincono le mise giovanilistiche
C’è chi ha scelto il classico, e non ha sbagliato. Chi ha optato per tocchi giovanilistici decisamente fuori luogo. E chi, invece ha spezzato un look rigoroso con note di colore, creando però un po' troppa confusione
C’è chi ha scelto il classico, e non ha sbagliato. Chi ha optato per tocchi giovanilistici decisamente fuori luogo. E chi, invece ha spezzato un look rigoroso con note di colore: creando però un po’ troppa confusione.
Ecco i promossi e bocciati del consiglio comunale. La politica, le delibere, le interrogazioni, per una volta non c’entrano nulla. Ad essere sottoposti a uno scherzoso giudizio sono solo le scelte di look perché, anche se in molti diranno di non averci neppure pensato, e che queste sono “cose frivole” la verità è che, al’esordio del consiglio comunale il ”cosa mi metto?” è scattato davvero per tutti.
Cominciamo con chi ci ha preso, ossia con chi ha scelto bene.
Promosso a pieni voti il repubblicano Enrico Isoppi: ha scelto il classico, giacca sui toni del verde e cravatta. E non ha sbagliato. Proprio come Carlo Isoppi (Pd): impeccabile.
Esordio positivo per Giuseppe Scattina della Federazione della sinistra: giacca e camicia botton down, un classico che non va mai giù di moda.
E adesso le noti dolenti: un appunto per Luca Barattini (Pd) che arriva al consiglio comunale della seconda legislatura Zubbani in maniche di camicia (rimboccate).
Non va meglio il look di Cristiano Bottici, all’esordio negli scranni della maggioranza per il Pd: il pantalone mimetico, la t-shirt e la giacca di felpa fanno decisamente un po’ troppo teenager .
Anche Lanmarco Laquidara, nelle fila dell’opposizione, sceglie un tocco di colore troppo forte per l’occasione: il giubbotto giallo in tono con la cravatta, su camicia scura, proprio non convince: rimandato.
Look da, “non ci ho proprio nemmeno pensato” per Fabrizio Giromella: di sicuro il più spontaneo di tutti e proprio per questo è perfetto in pantaloni casual, gilet da pescatore e scarpe da ginnastica.
E passiamo al gentil sesso. Le donne, tutte quante, hanno scelto i pantaloni, e quasi tutte un tailleur.
Il mix forse più azzeccato è quello dell’assessore alla cultura Giovanna Bernardini: i jeans a zampa, ultima moda, sono abbinati a un a classica blusa blu con i profili bianchi. A completare il tutto il triplice filo di perle e capelli sciolti: promossa a pieni voti. Di gran gusto la mise di Roberta Crudeli, neo consigliere del Pd: perfetto il tailleur nero abbinato alla blusa di seta con micro disegni cravatta e il tacco alto. Il tutto con il valore aggiunto di un’abbronzatura perfetta. Meno azzeccato l’abbinamento di Simonetta Corsi, altra new entry nella fila del Pd: il tailleur nero è rigoroso, la scarpa di sughero verde fa un po’ troppo contrasto: rimandata.
Sobria e perfettamente in linea con l’appuntamento Claudia Bienaimè in tailleur sui toni del bronzo. La palma di più elegante va a Maria Elena Musetti, all’esordio nelle fila del Pdl. Perfetto il completo pantaloni blu, con la camicia bianca impreziosita da brillantini sui revers. Perfetta anche la messa in piega: promossa senza ombra di dubbio.
Fra gli assessori non brillano per originalità Vannucci (il colore della giacca non gli dona) e Dante Benedini, con la “solita” camicia bianca fuori dai pantaloni e le sneakers.
FabioTraversi opta per camicia oxford e giacca blu: forse la cravatta avrebbe aggiunto un tocco di eleganza in più.
Un plauso infine per il look del sindaco Angelo Zubbani: la sua di cravatta a pois, è davvero perfetta.
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