La manifestazione
Rischio sismico? Boh, 109 edifici non controllati
Da verificare tutte le scuole, la piscina e anche la sede della Protezione civile Brizzi (Provincia): non ci sono soldi, 22 milioni stanziati e mai arrivati
MASSA. Tutte le scuole, di ogni ordine e grado, e la caserma dei carabinieri; il mercato coperto e la sede della Provincia; il Comune e il distretto sanitario di via Tambura; la piscina comunale e anche la sede della Protezione civile di Via Marina Vecchia. È lunghissimo, 109 gli immobili inseriti, l’elenco degli edifici “strategici” che non sono ancora stati oggetto di verifiche, controlli e interventi contro il rischio sismico da parte della Regione Toscana. Un record: a Carrara gli immobili non controllati sono una dozzina (ma anche lì ci sono quasi tutte le scuole superiori e la sede dei carabinieri); a Montignoso un paio.
Ciò non significa che quei 109 edifici non sono in regola dal punto di vista della capacità di reggere a un terremoto.Semplicemente, non sono stati verificati dalla Regione. Il che non è precisamente incoraggiante: in una mappa del rischio dovrebbero essere indicati come potenzialmente pericolosi.
Migliore, almeno dal punto di vista delle cose fatte, la situazione in Lunigiana. Dove molte strutture pubbliche, dalle scuole ai municipi, sono state interessate da interventi di messa in sicurezza e adeguamento alle norme anti-sismiche.
Il problema è – in questo come in altri casi di difesa del territorio e di prevenzione – la mancanza di risorse. A cui si affiancano le solite lungaggini burocratiche. La Lunigiana è classificata come zona 2, cioè ad alto rischio sismico (il massimo è 1). I comuni della costa, invece, sono classificati come 3S: un paio di gradini sotto. La Lunigiana ha dunque potuto usufruire di stanziamenti statali diretti per mettere in sicurezza almeno una parte dei suoi edifici “strategici”. La zona costiera, invece, deve aspettare. «L’amministrazione provinciale – spiega Gianluca Brizzi, assessore ai Lavori pubblici a Palazzo ducale – ha avviato indagini sugli immobili di sua proprietà. Ma ha dovuto farlo con un auto-finanziamento. Poi, una volta individuati eventuali interventi di messa in sicurezza, occorrerà trovare finanziamenti. Che con il patto di stabilità è davvero difficile reperire».
Eppure, dice ancora l’assessore Brizzi, dopo il terremoto a San Giuliano di Puglia, nel 2003, il governo stanziò un colossale intervento di circa un miliardo di euro per l’adeguamento delle scuole di tutta Italia. A Massa Carrara ne erano destinati 22 milioni. «In realtà quelle risorse non sono mai arrivate: non un euro, neanche per le verifiche», dice ancora l’assessore Brizzi.
Risultato: buona parte dei luoghi pubblici che ogni giorno i cittadini apuani frequentano non sono adeguati a sopportare forti scosse di terremoto. Ma nessuno fa niente.
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