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Guasti continui alla corriera Pendolari costretti a spingere

Guasti continui alla corriera Pendolari costretti a spingere

MASSA. Se il futuro del trasporto pubblico locale viene annunciato a tinte rosee, il presente è assai buio. Almeno per i pendolari della tratta Massa-Casette. Che, oltre a semplici passeggeri, ogni...

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MASSA. Se il futuro del trasporto pubblico locale viene annunciato a tinte rosee, il presente è assai buio. Almeno per i pendolari della tratta Massa-Casette. Che, oltre a semplici passeggeri, ogni tanto devono improvvisarsi anche assistenti meccanici e, lasciati i sedili, mettersi a spingere la corriera (la 79) che non di rado si pianta per strada e non vuole ripartire.

Da gennaio ad oggi, spiegavano alcuni di loro ieri al capolinea di via Europa, è successo una dozzina di volte. Innumerevoli negli ultimi anni. «L’ultima volta il bus si è fermato venerdì scorso perché si era rotta la portiera», spiega Sabrina, 44 anni, barista, che ogni giorno percorre i dieci chilometri tra Casette e Massa per andare a lavorare. Ne è stato mandato un altro dal deposito e, con un bel po’ di ritardo, la marcia è iniziata.

Peggio è andata il venerdì precedente: l’autobus è partito, sì, ma solo grazie ai passeggeri che lo hanno spinto. Un po’ come si fa con i vecchi motorini ingolfati. Solo che qui si tratta di mettere in moto un bestione da decine di posti, per il quale – dettaglio non trascurabile – si paga. «Un euro e cinquanta», spiega la signora Liliana, 72 anni, mostrando i biglietti. «I problemi – spiega – vanno avanti da tanti anni: a volte si ferma a metà corsa e si deve proseguire a piedi con le borse della spesa; a volte la corsa salta punto e basta».

E poi sedili sporchi e rotti, sporcizia a bordo e un abitacolo non proprio invitante. Il tutto annunciato da un lungo tappeto di olio da motore colato sull’asfalto che non è un bel segnale per chi sta per salire.

A vederlo da fuori, un disagio; a viverlo ogni giorno anche un danno. «Non sopportiamo più di arrivare tardi a lavoro – spiega Sabrina – e che i nostri figli arrivino tardi a scuola. Se la corriera mi lascia a piedi, perché non mi rimborsano il biglietto? E cosa dico al mio datore di lavoro? Mi diano un foglio che certifichi che il ritardo non è colpa mia ma del bus. La benzina è cara e i parcheggi sono pochi: cosa si aspetta a incrementare i bus?».

«Le segnalazioni di autobus guasti sono quotidiane in tutta la regione», spiega il presidente dell’Atn, Sirio Bonini. «L’età media dei mezzi – prosegue – è in linea con le altre aziende. Sul rimborso del biglietto dico che come principio è condivisibile, ma non praticabile, perché sulla strada, a differenza che in ferrovia, il ritardo può dipendere da responsabilità esterne all’azienda. Il certificato, invece, si può fare. Sono comunque disponibile a incontrare questi passeggeri». (f.f.)

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