Finanza
«Finalmente libero, ora farò il medico»
Tolti i domiciliari all’ex dg dell’Asl 1 Alessandro Scarafuggi Custodia cautelare confermata per Delvino, ma c’è il ricorso
MASSA. C’è stato meno di una settimana ai domiciliari Alessandro Scarafuggi, ex direttore generale dell’Asl1 di Massa-Carrara accusato di falso in atto pubblico. Il gip Giuseppe Laghezza ha deciso di rimettere in libertà il medico accogliendo l’istanza del suo avvocato Federico Bagattini. Il giudice ha ritenuto valide le obiezioni del legale che ha contestato le esigenze cautelari per il suo assistito chieste dagli inquirenti. Scarafuggi ha accolto la notizia nella sua abitazione di Lastra a Signa. Nessuna festa, ma almeno la soddisfazione di potersi difendere da «uomo libero».
«Ho sempre avuto la massima fiducia nell'operato della magistratura - dice Scarafuggi - che evidentemente ha recepito positivamente quanto da me riferito nell'interrogatorio di garanzia dello scorso lunedì. L'esperienza degli arresti domiciliari è stata inattesa e dura e vorrei rivolgere un ringraziamento a quanti, amici, conoscenti, colleghi hanno, attraverso la mia famiglia, voluto manifestarmi la loro solidarietà ed il loro affetto. Ringrazio anche i legali che mi hanno assistito in questo difficile momento l'avvocato Bagattini e Salimbeni e in particolare il caro amico avvocato Alberto Corsinovi, con i quali continuerò a seguire l'iter giudiziario fino spero a poter dimostrare la mia totale innocenza». E conclude: «Sono veramente dispiaciuto del disagio che questa vicenda personale ha recato alla Azienda di Pistoia e ai suoi cittadini. Avendo rassegnato le mie dimissioni riprenderò a breve la mia attività di medico presso l'Asl 11 di Empoli nella quale ho lavorato fin dal 1988».
Respinta invece l’istanza dell’altro ex direttore generale dell’Azienda sanitaria apuana Antonio Delvino, ma i suoi legali hanno già presentato ricorso al riesame. Per attendere la decisione del collegio però occorrerà attendere almeno una settimana. Nessuna istanza invece per Ermanno Giannetti, l’ex direttore amministrativo dell’Asl apuana finito in carcere sia per il falso sia per il peculato. Quest’ultima accusa per altro in parte confessata dal dirigente. I suoi legali Franco Perfetti e Paolo Quadrella prendono tempo.
Intanto proseguono le indagini della procura e della guardia di finanza che, dopo gli interrogatori del gip ai tre indagati - gli unici finora raggiunti da un avviso di garanzia -, hanno intenzione di completare la seconda fase dell’inchiesta nel giro di pochi mesi. Non sarà semplice, ma è da dicembre che gli uomini del colonnello Giuseppe Autuori, il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sostituto Alberto Dello Iacono sono alla ricerca degli ulteriori sviluppi nella vicenda del buco da 224 milioni nel bilancio dell’Azienda sanitaria apuana. Altri accertamenti verranno fatti sui contenuti di alcune intercettazioni finite nell’ordinanza che aveva portato alla firma dei provvedimenti di custodia cautelare. Il procuratore Giubilaro del resto era stato chiaro il giorno degli arresti: «Non escludiamo ulteriori sviluppi», aveva detto.
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