Sicurezza
Prima casa o negozio con figli o senza Ecco quanto si paga
Sette esempi di cosa si dovrà sborsare con la nuova imposta Il quadro tra rincari e detrazioni. Ritocchi permettendo
MASSA. Quanto pagheremo di Imu per il 2012? A diciotto giorni dal debutto dell’imposta che sostituisce l’Ici ecco qualche esempio con sette casi “tipo”.
Il calcolo, va detto, non ha ancora il crisma dell’ufficialità. Le aliquote indicate – anticipate dal Tirreno martedì scorso – sono quelle deliberate dalla giunta per il bilancio di previsione, ma per essere applicate il consiglio comunale deve prima approvarle.
Per il comune di Massa, come per tutti i comuni italiani, dunque, la prima rata dell’Imu sarà calcolata in base a tre aliquote indicate dal Governo: 0,4% per l’abitazione principale (la “prima casa”), 0,2% per i fabbricati rurali a uso strumentale e 0,76% per gli altri immobili (seconde case, negozi...). I Comuni possono ritoccarle fino al 30 settembre. A dicembre un conguaglio metterà i conti a posto.
Ma, questi conti, quanto saranno salati? Partiamo da un esempio base: una prima casa dove non abitano i figli, con rendita catastale di 483 euro. Innanzitutto la rendita va “ritoccata”, moltiplicata prima per 1,05 e poi per 160. La cifra che si ottiene va moltiplicata per l’aliquota Imu: 0,4 per cento. Si ottengono 309,12 euro, sui quali viene concesso uno “sconto” – detrazione – di 200 euro, valido solo per la prima casa. Il totale annuale si può pagare in due o tre rate: basta dividere per 2 (o 3). La prima rata si paga il 18 giugno, l’ultima il 17 dicembre (quella intermedia è il 17 settembre).
Come si vede nella tabella 2, se si ha in casa un figlio sotto i 26 anni, a parità di Imu si può avere uno sconto di 50 euro a figlio. Come matematica impone, la detrazione prima casa di 200 euro ha un peso notevole se la rendita catastale è contenuta. L’esempio 3 riporta il caso di una rendita un po’ più del doppio rispetto all’esempio 1; l’Imu che si deve pagare, però, è cinque volte tanto.
Diverso è il discorso per le seconde case, abitate e no, e per gli altri tipi di immobile. L’esempio 5 è di una seconda casa occupata. Il Comune prevede di applicare in questo caso l’aliquota dello 0,9%. Per il 2012 dunque il proprietario pagherà 743 euro. La prima rata, però, come detto, si paga sulla base dell’aliquota base, 0,76. Dunque la rendita annuale verrebbe 627,45, che diviso due (prima rata) è pari a 313.
Stesso procedimento per le seconde case sfitte, dove l’aliquota massese è dell’1,06%. L’esempio 6 riporta il caso di un proprietario che pagherà 875 euro; con l’aliquota base sarebbero stati “solo” 627.
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