Fondi aperti tutto l’anno nel segno di Marble Weeks
Primo bilancio dell’iniziativa con record di presenze e file alle mostre in centro Sulle installazioni più discusse i promotori: nessun intento provocatorio
CARRARA. Marble Weeks, ottima partenza, il primo fine settimana è stato da “tutto esaurito”.
Parlare di numeri, a poco più di una settimana dall’inaugurazione, è prematuro, ma il fatto che le 20mila brochure preparate per l’evento siano già tutte sparite e che sabato scorso, all’ex Paretra in via Beccheria, si siano registrate 2mila presenze con tanto di coda per entrare, certo danno una dimensione del debutto, decisamente positivo, della seconda edizione di Marble Weeks. Gli organizzatori per ora non si sbilanciano anche se faticano a nascondere la soddisfazione: «Le cose sono andate bene, sia per l’affluenza di pubblico sia per la risposta della città», afferma il direttore di Carrara Fiere Paris Mazzanti, in occasione di un primo, parziale bilancio della manifestazione.
Dopo il taglio del nastro, mercoledì 23 maggio, il centro città è stato animato da un costante via vai di visitatori, molti dei quali provenienti da fuori provincia, anche grazie alla concomitanza con Marmotec.
Un esordio positivo, quello di Marble Weeks, confermato anche dai commenti di commercianti e artisti: «Era tanto che non si vedeva una Carrara così», interviene Nando Guadagni, presidente di Confesercenti, annunciando che i commercianti bisseranno anche nei prossimi giorni, l’apertura serale straordinaria dello scorso fine settimana. Anche dal punto di vista prettamente artistico la manifestazione sta riscuotendo grandi consensi, al di là di qualche polemica: «Portare in piazza i grandi nomi è facile, più difficile è mantenere un certo livello qualitativo con le esposizioni degli artisti locali ma posso dire con certezza che Marble Weeks è riuscita a farlo», commenta l’architetto Paolo Armenise, che con la collega Silvia Nerbi è responsabile della direzione artistica della manifestazione. «I visitatori sono sempre più interessati e ci fanno domande molto competenti», spiega Francesco Cremoni, docente dell’Accademia di Belle Arti in veste di “espositore” per Marble Weeks. «La gente di fuori sta scoprendo la nostra città, ne sono orgogliosa sia come artista sia come carrarina», sottolinea Emma Castè, che partecipa all’evento come restauratrice.
Certo le polemiche non mancano, soprattutto per alcune opere particolarmente provocatorie: la madonnina con l’aureola di siringhe, il papa in versione Marilyn Monroe e da ultimo le sculture di Aida Salakhova in piazza San Francesco, hanno tutte sollevato un certo clamore e qualche commento indignato.
«Nessun intento provocatorio». «Non avevamo alcun intento provocatorio, il nostro obiettivo era dare spazio a tutti, senza operare alcuna censura. Tengo a precisare che sono tutte opere di altissima qualità che testimoniano la molteplicità delle forme espressive», spiega ancora Armenise.
Con la conclusione della fase ad allestimento pieno di Marble Weeks, prevista per il 30 giugno, qualcuno di questi lavori, anche di quelli più controversi, lascerà la città ma il sindaco Angelo Zubbani ha garantito che Carrara non verrà “svuotata”: Piazza D’Armi non dovrebbe subire grandi modifiche, mentre Piazza Alberica sarà in gran parte liberata per fare spazio al palco che ospiterà le manifestazioni estive e poi Convivere.
Obiettivo: fondi aperti tutto l’anno. La sfida che si è data l’amministrazione carrarese, e di cui il sindaco ha discusso ieri in una riunione di giunta informale con i nuovi assessori, è proprio quella di fare in modo che dopo i due grandi eventi estivi (Marble Weeks e Convivere appunto) la città continui a vivere: «Cercheremo di convincere artisti e imprenditori a tenere aperti i fondi per tutto l’anno», ha spiegato Zubbani, in riferimento ai 20 spazi in centro città allestiti ad hoc per Marble Weeks.
Il sindaco ha inoltre confermato l’intenzione di inserire, all’interno del Regolamento urbanistico, un “Piano del colore”, per abbellire il volto della città, incentivando le ristrutturazioni delle facciate dei palazzi ma con indicazioni abbastanza precise sulle tonalità da utilizzare.
Intanto per la fine di giugno l’amministrazione cercherà di completare un programma di iniziative autunnali, da mettere a punto con la collaborazione dei vari soggetti che hanno partecipato alla realizzazione di Marble Weeks. E guardando ancora più avanti nel futuro e in particolare all’edizione 2013 della manifestazione, Zubbani ha lanciato la sua proposta, ovvero inserire anche il piazzale della ex Montecatini tra i siti coinvolti: «Gli ingredienti e la spinta per continuare a organizzare Marble Weeks ci sono – ha replicato, con grande cautela, Paris Mazzanti – Certo è indispensabile il contributo di tutti, soprattutto degli imprenditori. Da parte nostra c’è tutta la voglia di proseguire, vediamo cosa succederà».
Cinzia Chiappini
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