Attenzione
Celebrazioni Unesco per Nicoli e anteprima Aidan
CARRARA. Il Club Unesco provinciale “Carrara dei Marmi” celebrerà stasera alle 21, in piazza S. Francesco a Carrara, il Decennale del Riconoscimento come “Sito messaggero di una cultura di pace”...
CARRARA. Il Club Unesco provinciale “Carrara dei Marmi” celebrerà stasera alle 21, in piazza S. Francesco a Carrara, il Decennale del Riconoscimento come “Sito messaggero di una cultura di pace” agli storici studi di scultura Nicoli. L’evento patrocinato dal Comune di Carrara in collaborazione con gli Studi Nicoli e Carrara Fiere vedrà la partecipazione del sindaco Angelo Zubbani, dell’assessore alla cultura Giovanna Bernardini, del presidente della Federazione Italiana Club e Centri Unesco Prof.ssa Maria Luisa Stringa, della dott.ssa Anna Teresa Rondinella segretario Generale della Federazione, dell’Arch. Ing. Gennaro Tampone Ispettore Icomos e docente alla facoltà di Architettura di Firenze, del presidente dell’Accademia di Belle Arti Simone Caffaz, di Francesca Alìx Nicoli Critica d’Arte e Manager dei Laboratori Nicoli e dell’artista Aidan che presenterà l’anteprima della sua mostra destinata poi al Museo di Arte Moderna di Mosca. Presenzierà il presidente provinciale Unesco prof.ssa Maria Grazia Passani.
Proprio la critica e manager Francesca Alìx Nicoli puntualizza alcuni aspetti dell’arte di Aidan Salakhova.
«Nessuna volgarità nelle sue opere». Sottolinea la critica e manager, anche in riferimento alle lamentele di un nostro lettore da noi pubblicate ieri: «Vorrei sottolineare come la riflessione artistica di Aidan sia più sottile e profonda rispetto a quanto potrebbe apparire a tutta prima, specie se se ne trattano le opere con intento scandalistico. All'artista islamica in Russia è dato di condurre la vita tipica di una donna moderna, emancipata e colta, che vive alla maniera delle occidentali. Ma Aidan non ha tagliato di netto con la sua cultura di origine e continua incessante un dialogo fecondo con il mondo islamico dal quale proviene. Le sue sculture in raffinate bicromie bianco e nero, con la loro impostazione minimale, l'impianto ieratico e la forte impronta simbolica, inscenano una silenziosa liturgia di preghiera, dove la gestualità è lenta, solenne e fortemente ispirata. Aidan crea le adepte al culto islamico assorte in un mondo spirituale che fa perno sul mistero e sul segreto di quanto è sottratto alla vista. Esprime il senso profondo del sacro. La donna islamica porta fieramente la sua dedizione verso una sessualità mai ostentata, che non sconfina mai nella banale e incurante lascivia dei corpi ma è plasmata e tesa ad incarnare significati simbolici millenari, con il suo sacrificio. Appare evidente che nelle sue opere in mostra in Piazza San Francesco non è rinvenibile nessun intento denigratorio: nessuna specie di orgia esposta sotto gli occhi di un pubblico indifeso e indignato, come giudica la missiva di un lettore. Nessuna offesa gratuita al comune senso del pudore». E aggiunge: «L'arte contemporanea ha assunto ciò sin dalle origini del concetto di avanguardia. Fra le sue missioni primarie la critica sociale, il risveglio delle coscienze ed anche, in casi estremi, la turbativa delle percezioni. Nel caso delle opere di Aidan in esse vi è molta serietà, eleganza e compostezza, nulla di sguaiato, nessun tipo di volgarità».
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