Proteste
Stragi, la Cassazione dice no ai risarcimenti
Annullato il verdetto della Corte militare di Appello di Roma sulla responsabilità della Germania
FIVIZZANO. Doccia fredda per i famigliari delle vittime delle stragi naziste fivizzanesi e per la Regione Toscana e i Comuni di Fivizzano e Fosdinovo, costituitisi parte civile: la Corte di Cassazione ieri a Roma ha stabilito che con ci saranno risarcimenti da parte della Germania per i crimini commessi dai propri soldati.
In molti se lo aspettavano considerato che la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja il 3 febbraio scorso con una sentenza shock aveva accolto il ricorso dello stato tedesco inoltrato contro l’Italia per ottenere il blocco delle indennità ai famigliari delle vittime dei crimini nazisti stabilite in precedenza nei primi due gradi di giudizio: il tribunale militare di Roma e la Corte di Appello militare, che avevano condannato sia gli ex soldati tedeschi responsabili delle barbare esecuzioni ai danni della popolazione inerme all’ergastolo e la Germania quale responsabile civile. Quindi quello che ha stabilito ieri la Prima sezione penale della suprema Corte, che di fatto ha annullato quanto confermato dalla Corte militare di Appello di Roma, il 20 aprile del 2011, si ritorce contro ai parenti delle povere vittime, circa 60 familiari, ai quali era stato riconosciuto un risarcimento pari a 5 milioni di euro.
Così come è stato annullato il risarcimento nei confronti della Regione Toscana e i Comuni di Fivizzano e Fosdinovo ai quali la precedente sentenza aveva stabilito una provvisionale di 40 mila euro. In questo caso questi Enti si erano costituiti parte civile non tanto per vedersi riconoscere del denaro ma più che altro per ottenere giustizia per i terribili fatti avvenuti tra il ’44 e il ’45 nei propri territori a danno della popolazione.
«Ci siamo illusi ci fosse autonomia di giudizio da parte delle istituzioni preposte - commenta amaramente Roberto Oligeri del comitato vittime civili di San Terenzo Monti, che nella strage del 19 agosto 1944 ha perso cinque fratelli di età compresa dai 3 ai 19 anni- ma prendo atto che ci si inchina a chi ha più potere, a questo punto tutte queste vittime rappresentano solo un debito alla memoria. L’unica giustizia terrena quindi l’ha fatta chi combattendo i carnefici ha pareggiato i conti con le armi».
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