Il Tirreno

L’emergenza è rientrata Oggi riaprono le scuole

di Francesca Ferri
L’emergenza è rientrata Oggi riaprono le scuole

Restano ancora chiusi un asilo e una mensa dove occorrono nuove verifiche Barbieri: «Rimaniamo una zona sismica, l’eventualità di un sisma va accettata»

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MASSA. Dopo due giorni di stop, oggi riaprono le scuole del comune di Massa, chiuse per precauzione dopo le scosse sismiche di martedì scorso. I tecnici del Comune e della Provincia (per le scuole superiori) hanno lavorato ai sopralluoghi fino a ieri pomeriggio e controllato ventotto plessi. In tre casi è stato necessario intervenire.

All’asilo nido Le Mimose di via Fiume è stato tolto il controsoffitto che si era staccato e oggi la struttura è pronta per riaprire. Resta chiuso fino a domani, invece, l’asilo Cavalluccio Marino di Marina di Massa dove una piccola porzione dell’edificio dovrà subire lavori di sistemazione dell’intonaco. Resta chiuso anche il convitto dell’alberghiero di Marina di Massa per altre verifiche.

Tutte le altre scuole sono risultate idonee all’attività scolastica dunque oggi, zaino in spalla, si torna sui banchi.

Eppure ventotto scuole controllate una ad una e due giorni di chiusura non sono certo una misura ordinaria. Perché tanta cautela? I genitori possono stare tranquilli? E, in generale, in che condizioni sono gli edifici scolastici della zona?

«Il sindaco ha deciso di emettere l’ordinanza di chiusura di tutte le scuole in seguito all’episodio che si è verificato in un plesso dove sono caduti dei calcinacci», spiega Gianluca Barbieri, direttore della Protezione civile della provincia di Massa-Carrara. «Non sapendo se l’evento era legato al terremoto e non potendolo verificare sul momento perché non si trovava in sede, ha deciso di chiudere tutti i plessi a titolo di cautela».

I controlli sono terminati ieri alle 16.35 «e non sono giunte segnalazioni – spiega Barbieri – se non in due casi (i due asili citati, ndr). Nel resto della provincia restano chiuse le scuole di Patigno, perché si trova su una frana dunque più suscettibile al terremoto, e il liceo classico di Aulla, che ha anche la scuola elementare». Altre valutazioni sono in corso sulle scuole della Lunigiana.

Al di là della riapertura, resta il fatto che molte scuole del comune rientrano nell’elenco degli edifici strategici e rilevanti non ancora oggetto di indagini, verifiche o interventi tecnici stilato dal Coordinamento regionale prevenzione sismica. Nel comune di Massa sono 119, dei quali solo 52 messi in sicurezza. Insomma, in caso di altre scosse, chi vi si trovi all’interno potrebbe correre pericoli? «A scanso di equivoci, è chiaro che se un edificio non è sicuro viene chiuso – spiega Barbieri – perché nessuno si prenderebbe la responsabilità. D’altro canto, il fatto che non siano stati messi in sicurezza non significa che crollino; possono essere abitati però con un minimo di cautela».

La nostra zona, prosegue Barbieri, è sismica «e bisogna che le persone siano preparate psicologicamente alla possibilità che possa verificarsi un terremoto». Parole che, con le immagini dell’Emilia Romagna ancora negli occhi, non confortano. Ma Barbieri frena: «Appartengono a due regioni geologiche differenti: non ci sono interferenze. La possibilità che qui possa verificarsi un terremoto non è legata al sisma dell’Emilia».

Per concludere, un’informazione pratica. Chi dopo le scosse di martedì abbia notato in casa delle crepe, lo segnali all’ufficio protezione civile del Comune che manderà un controllo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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