Il Tirreno

Spray al peperoncino in faccia allo stalker

Spray al peperoncino in faccia allo stalker

Perseguitava la ex moglie, l’allenatore del figlio per difenderla ha usato la bomboletta urticante

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CARRARA. Si è fermata con la sua macchina, spontaneamente, a un posto di blocco della polizia. «Aiutatemi - ha detto - mio marito mi sta perseguitando, poco fa ha cercato di strapparmi le chiavi dell’auto e mi ha bloccato il polso facendomi molto male».

È stato questo uno dei passaggi ripercorsi in tribunale di una delicata vicenda che vede sotto accusa, per stalking, l’ex marito di una giovane donna.

Una separazione difficile, con nel mezzo un bambino piccolo. Rapporti sempre più tesi che culminano con una denuncia per stalking avanzata dalla ex moglie nei confronti di quello che fino a poco tempo prima era stato suo marito.

La vicenda è finita in tribunale dove la donna, che si è costituita parte civile, è assistita dall’avvocato Giorgio Furlan. L’ex coniuge, invece, è difeso dal legale Vittorio Caleo.

Sul banco dei testimoni ieri sono stati raccontati alcuni episodi relativi a una vicenda che si è protratta per un anno intero, dal 2009 al 2010.

«Nell’ottobre del 2009, mentre stavamo facendo dei controlli sul viale con un posto di blocco - ha raccontato un agente - si è avvicinata una macchina da cui è scesa piangendo una signora. Diceva che l’ex marito prima l’aveva seguita, poi è sceso dall’auto e, chiedendole di parlare, le aveva strappato la chiave della macchina, stringendole il polso».

«Nemmeno un quarto d’ora dopo - ha continuato - è venuto da noi proprio l’ex marito: ci ha dato la sua versione dei fatti, dicendo che si era avvicinato alla donna solo per parlare».

E in aula è stato ripercorso anche un altro fatto, molto più delicato. Un poliziotto ha ricordato che, un paio di anni fa, in un impianto sportivo dove l’uomo, ora sotto accusa per stalking, si era recato per vedere il figlio, è stato colpito in pieno viso da uno spray al peperoncino dall’allenatore del bambino. Era stato raggiunto dallo spray urticante anche un signore, che si trovava nell’impianto, e, in maniera più lieve, lo stesso bambino.

«L’allenatore - ha ricordato il poliziotto che è intervenuto sul posto - ci ha detto che aveva usato lo spray per difendere la donna, madre del suo piccolo atleta, dalle persecuzioni dell’ex marito». Una vicenda delicatissima, su cui il tribunale si esprimerà a fine mese.(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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