Il dolore
La Soprintendenza boccia le luci di piazza Mercurio
Stop a lampioni e strisce luminose sul pavimento, solo riflettori sugli edifici Aumentano i costi per gli scavi archeologici, si risparmia su marmo e arenaria
MASSA. Niente più lampioni nè luci sulla pavimento a formare una “striscia luminosa a terra che inquadra il perimetro della piazza”. No, l’illuminazione della “nuova” piazza Mercurio sarà garantita esclusivamente da proiettori collocati sulle facciate degli edifici. Lo ha deciso l’amministrazione comunale, accogliendo così le obiezioni della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici che aveva sollevato “forte perplessità” per la striscia luminosa e aveva detto che “desta qualche riserva estetica la scelta dei corpi illuminanti e dei relativi supporti”.
Ma il cambio del set di luci non è la sola modifica al progetto iniziale. I ritrovamenti archeologici hanno reso necessari alcune variazioni nelle attività del cantiere. La posa dei tubi di acquedotto e fognatura ha dovuto seguire una strada diversa per non interferire con gli scavi, la quantità di terra da smaltire è aumentata.
Tutte cose che costano. Infatti la giunta ha deliberato di aumentare l’importo dei lavori dati in appalto alla ditta Zambelli di Forlì da 557mila a 665mila euro (cifre a cui bisogna aggiungere il 10% di Iva). Dal canto suo, anche l’amministrazione si trova ad affrontare una spesa imprevista: quella per la progettazione e l’esecuzione degli studi archeologici, che sale da 30 a 85mila euro. In altre parole 110mila euro in più solo per l’appalto (una lievitazione del 19%). Il conto totale, però, non cambierà: la piazza costerà 992mila euro, di cui il 40% finanziato dalla Regione Toscana grazie al Piuss (Piano integrato di sviluppo urbano sostenibile).
Per evitare una maggiorazione reale dei costi, l’amministrazione ha ridotto altre voci del quadro economico: lo stanziamento per l’arredo in marmo scende da 90 a 30mila euro; quello per le lastre di pietra arenaria da 50 a 12mila e siu risparmieranno anche 6mila euro per la segnaletica stradale.
Resta, tuttavia, da capire quale sarà la sorte della fornace romana. L’amministrazione Pucci pare stia rivedendo la sua posizione pro-ricopertura: ha affidato all’Università di Firenze uno studio di massima di fattibilità di un intervento che garantisca la visibilità dei reperti e intanto studia come finanziare l’eventuale progetto puntando sulla possibilità di dirottare sugli scavi i 450mila euro del Piuss per la via Francigena. “Del resto – dicono in municipio – la via del Pellegrino toccava anche piazza Mercurio”.
Claudio Figaia
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