Sicurezza
Gli operai Eaton: torniamo in piazza
MASSA. “È ora di tornare in piazza”. Gli (ex) operai della Eaton temono di essere dimenticati, il percorso di re-industrializzazione e di ri-collocamento dei lavoratori segna il passo, la scadenza...
MASSA. “È ora di tornare in piazza”. Gli (ex) operai della Eaton temono di essere dimenticati, il percorso di re-industrializzazione e di ri-collocamento dei lavoratori segna il passo, la scadenza dell’ «ammortizzatore» della mobilità si avvicina: per circa 160 dei 250 ex dipendenti della multinazionale a fine anno non ci sarà più alcun sostegno. E allora, chiedono alle istituzioni di «rispettare gli impegni presi» e invocano la mobilitazione dei sindacati al loro fianco.
«Siamo fortemente preoccupati, inutile negarlo», dice Stefano Folloni, componente della Rsu Eaton, «anche perché le vicende legate a Fidi Toscana hanno bloccato il percorso di acquisizione delle aree della multinazionale finalizzata a nuovi progetti produttivi».
Ma il dilatarsi dei tempi per quanto riguarda la “partita” delle aree non è la sola preoccupazione dei lavoratori. L’insediamento della Marcolini alle ex Manifatture tabacchi di Avenza, dove il gruppo bresciano inizierà (dovrebbe iniziare) la produzione di siringhe autobloccanti di ultima generazione – assorbendo, a regime, 60-70 ex Eaton – è slittato. La previsione di inizio produzione, è stata posticipata da gennaio ad aprile 2013. La “svolta”attesa, insomma, non si vede. E il tutto è aggravato, dicono operai e Rsu «da un contesto provinciale in cui la disoccupazione ha raggiunto livelli insostenibili e dall’azione degli ultimi due governi nazionali, che con le rispettive responsabilità, non stanno mantenendo gli impegni presi, cambiando le carte in tavola rispetto all’accordo di programma, lasciando nell’incertezza la possibilità di affiancare agli ammortizzatori sociali il processo di reindustrializzazione».
Gli ex dipendenti Eaton chiedono dunque «che tutto il territorio, a tutti i livelli, si muova compatto al fine di mettere nuovamente tra i principali obiettivi il rilancio industriale e di conseguenza un forte rilancio occupazionale». E chiedono a Cgil-Cisl-Uil «di dare seguito all’attivo provinciale con una manifestazione unitaria sul territorio, visto che da allora la situazione della provincia nel suo contesto generale non è certo migliorata».
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