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Buco Asl, altre ditte nel mirino?

Buco Asl, altre ditte nel mirino?

Fiamme gialle in cerca di aziende compiacenti che hanno fatto favori a Ermanno Giannetti

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MASSA. I nomi degli indagati con l’accusa di falso e concorso nel peculato restano secretati. Gli inquirenti li hanno definiti pesci piccoli e non vogliono perderci troppo tempo. Ci sono le denunce che faranno il loro corso e nulla più. Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo dell’Asl1 di Massa-Carrara, del resto ha disseminato assegni circolari e fatture un po’ ovunque. Più di trecento quelli ritrovati dagli uomini del comandante della Guardia di finanza Giuseppe Autuori.

Buona parte di questi finiti nelle mani di persone inconsapevoli di commettere un reato. Era talmente tanta la fiducia nel dirigente dell’azienda sanitaria che non si preoccupavano di dover sbrigare una procedura decisamente inusuale. E soprattutto non sapevano che era illegale. O meglio credevano di fare un favore che aveva soltanto fini fiscali. Per questo le fiamme gialle, il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sostituto Alberto Dello Iacono hanno deciso di far viaggiare da solo questo filone: c’è la confessione di Giannetti (che ha tentato comunque di difendere i suoi amici) e presto verranno risentiti gli intestatari degli assegni. Oppure quelli che poi sono andati effettivamente a incassarli. C’è per esempio un’anziana signora che si è vista intestare assegni per oltre cinquantamila euro. Lei nulla sapeva di quei soldi, che di fatto poi venivano ritirati in banca dal figlio. Un amico dell’ex direttore.

Ma c’è pure chi ha ricevuto soldi che non gli spettavano senza saperlo. Come una donna lunigianese che aveva chiesto un indennizzo a seguito di un incidente stradale. La poveretta era stata investita da un’auto e Giannetti le aveva promesso che si sarebbe attivato. Non riuscì a farle ottenere l’indennità, ma fece emettere a suo nome un assegno circolare da 8.800 euro, simulando che fosse lo stanziamento dell’assicurazione. La donna non è stata denunciata, perché anche le fiamme gialle hanno appurato che era in buona fede.

Ma l’ex direttore amministrativo poteva vantare anche amici che consapevolmente - in cambio di altri favori - gli davano una mano a distrarre il denaro dalle casse dell’azienda sanitaria. Secondo gli investigatori il giro potrebbe non fermarsi alle due ditte finite nel mirino dopo il primo interrogatorio di Giannetti. E quindi questo è un filone che sarà battuto parecchio. Occhi puntati naturalmente in Lunigiana, regno incontrastato di un uomo che era benvoluto da tutti perché si faceva in quattro per risolvere i problemi della sua gente. Come quel signore con problemi di alcolismo che si è visto girare quasi duemila euro con la causale contributo Asl. In realtà anche nel suo caso la somma non era dovuta. Ma Giannetti gli aveva voluto dare una mano. Non richiesta, tanto che uno dei due assegni a suo nome risulta non essere stato incassato.

Dei 333 assegni circolari pizzicati dalle fiamme gialle e in odore di peculato sono finiti nel mirino degli inquirenti soltanto quelli relativi a otto nominativi. Sono quasi un centinaio e guarda caso sono quelli con le cifre più importanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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