Lutto
Lo statuario della Gemeg per lo yacht di Steve Jobs
CARRARA. Il marmo della Gemeg nello yacht del fondatore della Apple, Steve Jobs. Lo statuario più puro, lavorato e reso ultra leggero dall laboratorio Lanka Marine di Pietrasanta, finirà in una barca...
CARRARA. Il marmo della Gemeg nello yacht del fondatore della Apple, Steve Jobs. Lo statuario più puro, lavorato e reso ultra leggero dall laboratorio Lanka Marine di Pietrasanta, finirà in una barca destinata a finire alla storia. In quel mega yacht da oltre 100 metri, commissionato, prima di passare a miglior vita, dal fondatore della casa di Cupertino Steve Jobs al designer transalpino Philippe Starck.
Un progetto ambizioso, che sembrava destinato a tramontare dopo la morte di Jobs, nell’ottobre scorso.
Ma alcuni mesi fa la vedova del creatore di Apple ha richiesto espressamente il natante fosse comunque completato nonostante la sua scomparsa.
E il progetto, di fatto, è andato avanti. Come la fornitura della Gemeg.
Lo conferma Luca Soldati, uno dei titolari dell’azienda di famiglia.
«Il nostro statuario è stato lavorato e reso ultraleggero - si limita a dichiarare Luca Soldati - Non sappiamo molto del progetto, solo che la barca è in costruzione in un cantiere del Belgio».
Un lavoro di prestigio, come i tanti a cui è abituata una delle aziende leader del settore lapideo apuano. Soprattutto per quel che riguarda i materiali pregiati.
E la Gemeg è stata una delle protagoniste anche all’ultima edizione di Marmotec dove ha messo in vetrina il bianco Gioia e i colorati. Non lo statuario perché la produzione in questo momento sembrerebbe un po’ ferma.
«Abbiamo deciso di puntare su alcuni dei nostri materiali, come il bianco di Gioia - spiega Luca Soldati - ma anche sui colorati, come lo zebrino e il cipollino. E questi marmi hanno avuto un buon riscontro, anche nell’ultima Marmotec».
Una fiera che, spiega Soldati, ha visto una scarsa affluenza, ma, allo stesso tempo, un buon volume d’affari.
«Sì - spiega - di gente se ne è vista pochissima. Ma è altrettanto vero che abbiamo lavorato più di altre volte. E dopo tanto tempo si sono rivisti gli arabi, che hanno ricominciato a interessarsi ai nostri marmi dopo un periodo di calma piatta proprio su quei mercati».
Tanti segnali che, secondo Soldati, farebbero per sperare per il quadro generale del lapideo.
«Le difficoltà ci sono ma non è un momento bruttissimo - conclude - Bisogna sapere cogliere i segnali incoraggianti: in fiera si è rivisto anche un sultano. Era da anni che non accadeva».(a.viv.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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