Attenzione
Imu, ecco tutte le aliquote comunali
Uno sconto per chi affitta le case a canone concordato: pagherà il minimo (0,4%) proprio come una prima casa
MASSA. E Imu sia. La giunta ha varato ieri mattina la manovra di bilancio e le aliquote definitive dell’imposta sulla casa. Un ventaglio ampio di situazioni «con un comun denominatore», dicono il sindaco Roberto Pucci e l’assessore al bilancio Alessandro Volpi: «Quello di frugare il meno possibile nelle tasche dei cittadini, con un occhio particolare alla prima casa ma soprattutto ad incentivare i contratti di affitto concordati. Se confrontate le nostre aliquote con quelle dei Comuni toscani vedrete che rientriamo a pieno titolo tra quelli più virtuosi, nel senso che fanno pagare di meno».
Le aliquote. L’applicazione dell’Imu è abbastanza complessa perché le articolazioni, le situazioni particolari (magari per motivi ereditari o comunque familiari) rispetto alla proprietà e all’uso delle casa sono davvero tante.
Per l’abitazione principale (la prima casa insomma) l’aliquota è del 0,40%, il minimo.
Ed è dello 0,40% l’aliquota riferita agli immobili che sono stati dati in affitto con contratto concordato.
Se invece il contratto di affitto non è concordato si applica l’aliquota ordinaria dello 0.90% come per tutte le seconde case.
Un piccolo sconto rispetto all’aliquota base suggerita dal governo (lo 072% invece dello 0,76%) verrà applicata a tutti gli immobil delle categorie produttive dagli alberghi ai capannoni. Ovvero le categorie D2, D7, D8.
Per i negozi l’aliquota sarà dello 0,90%.
Mentre il massimo si pagherà sulle case sfitte, a disposizione e a carattere turistico: 1,06% e questo vale anche per le aree fabbricabili.
Le note applicative del governo hanno fatto sparire poi le agevolazioni per case date in comodato dai genitori ai figli: sono tutte equiparate alla seconda casa ovvero all’aliquota ordinaria dello 0,90%. L’unica maniera è quella della donazione o dell’usufrutto, in tal caso l’aliquota sarà dello 0,40%.
Il bilancio. L’Imu verrà intascata dallo Stato e non dal Comune se non per le quote addizionali. «Un disaStro per i Comuni -dice l’assessore Volpi - tanto più che nel bilancio lo Stato impone una sua stima che sappiamo già non corrisponderà al vero. E questo anche se si dà facoltà di una variazione delle aliquote a settembre, in corso d’opera insomma. Per quello che ci riguarda questa manovra dell’Imu costerà al Comune non meno di cinque milioni di euro. Abbiamo agito sulle spese e comunque monitoreremo in maniera costante i flussi di cassa in entrate e uscita, per limitare i danni».
Aronne Angelici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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