Il Tirreno

perse moglie e figlio nella frana

Il Comune gli dona l’ossario «Grazie per questo gesto»

MASSA. Sul volto tirato, scavato dallo strazio, balugina un accenno di sorriso. Non di gioia, ma di apprezzamento di un piccolo gesto che nel mare della tragedia è un punto d’approdo dove sbarcare un...

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MASSA. Sul volto tirato, scavato dallo strazio, balugina un accenno di sorriso. Non di gioia, ma di apprezzamento di un piccolo gesto che nel mare della tragedia è un punto d’approdo dove sbarcare un po’ di dolore.

Antonio Guadagnucci stringe la mano al sindaco di Massa, Roberto Pucci, per ringraziare della cella donata dal Comune per accogliere le ceneri della moglie Nara e del figlio Mattia, morti nella frana di Lavacchio nell’ottobre 2010. «Ho appreso la notizia dal giornale – spiega Guadagnucci – e voglio ringraziare l’amministrazione per questo gesto che apprezzo».

Gesto piccolo di fronte alla tragedia che ha colpito la famiglia Guadagnucci. Quella sera un pezzo di montagna si staccò e piombò sulla casa loro casa a Lavacchio, sfondando il tetto e piombando sul lettore della camera da letto, dove si trovavano in quel momento Nara Ricci e il piccolo Mattia di due anni. Antonio era in bagno, pochi metri più là, e questo gli ha salvato la vita. L’altra figlia, Michela, all’epoca quindicenne, era fuori casa.

La tragedia ha colpito tutta la comunità, perciò la giunta comunale ha deciso all’unanimità di donare l’ossario, che si trova in uno dei lotti appena costruiti al cimitero di Mirteto. (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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