La manifestazione
«Bilanci truccati? Non certo da noi»
Scandalo Asl, Scarafuggi e Delvino respingono le accuse E gli avvocati difensori chiedono la revoca dei domiciliari
MASSA. Negano ogni addebito, rivendicano la loro correttezza, rigettano le accuse di avere partecipato al gigantesco trucco contabile che ha portato a un buco da 224 milioni di euro i due ex direttori generali dell’Asl apuana, entrambi agli arresti domiciliari con l’accusa di falso in atto pubblico. Di avere cioè concorso alla falsificazione dei bilanci dell’azienda sanitaria di Massa Carrara..
Due ore abbondanti di initerrogatorio per Antonio Delvino, un’oretta scarsa per Alessandro Scarafuggi: l’inchiesta sul maxi buco all’Asl passa al vaglio del gip Giuseppe Laghezza con gli interrogatori di garanzia dei due ex direttori generali della sanità.
Al termine dell’udienza il dottor Delvino fila via scuro in volto, senza scorta (il giudice li ha riconosciuto ai due indagati una specie di mattinata libera uscita per partecipare all’udienza). I suoi legali, gli avvocati Roberto Valettini e Luca Pietrini lo proteggono poi rilasciano alcune dichiarazioni. «Il dottor Delvino è in sostanza accusato di omesso controllo, ma anche altri, ci pare, hanno mancato di controllare adeguatamente i bilanci. Per noi non sussistono le esigenze di custodia cautelare adottate nei suoi confronti. Primo perchè è estraneo alle accuse, poi perchè il rischio di inquinamento delle prove è inesistente. Lo abbiamo fatto presente al gip, lo diremo formalmente nell’istanza di revoca della custodia cautelare a domicilio che depositeremo nei prossimi giorni, assieme al ricorso al tribunale del riesame».
Scarafuggi, al contrario, si mostra tranquillo e sereno, quasi vorrebbe parlare con i giornalisti e noni si sottrae ai flash dei fotografi. Un ottimismo, almeno esibito, che deriva, dicono gli avvocati Federco Bagattini e Renato Salimbeni. che lo assistono, dall’opportunità che l’interrogatorio di garanzia concede loro per chiarire «che il senso della telefonata intercettata fra il dottor Scarafuggi e Nicolò Persiani(il professore della Taitle e consulente della Regione) non è quello di un tentativo di truccare il bilancio dell’Asl 3 di Pistoia.
Scarafuggi è stato fino al pochi giorni fa, dg della sanità di Pistoia. Dalle indagini della Guardia di finanza emerge che il dg si sia adoperato per evitare che il bilancio dell’Asl pistoiese fosse certificato facendo così emergere una sofferenza di almeno 20 milioni. E che, dunque, abbia cercato di falsificare “anche” i conti dell’Asl di Pistoia. Da qui anche la decisione di mettere ai domiciliari il dirigente: per evitare la reiterazione del reato. Niente vero, replicano gli avvocati di Scarafuggi: il bilancio è stato regolarmente approvato anche se non certificato. L’aggravio di sofferenze di 23 milioni esiste, è stato determinato da nuove stime e valutazioni di situazioni debitorie, ma è stato regolarmente iscritto a bilancio. Da qui, anche la richiesta di revoca della custodia preventiva che verrà formalizzata nei prossimi giorni.
Entrambe le difese, infine, hanno sottolineato un altro tema centrale mirato a scagionare i loro assistiti. Nè Sacarafuggi nè Delvino, hanno in sostanza detto, erano in possesso delle password che consentono l’accesso al sistema informatico e quindi ai file del bilancio. Quindi , anche volendo, non avrebbero potuto farlo. «Nessun intervento materiale per falsificare gli atti da parte del dottor Scarafuggi, e neanche alcun interesse a farlo», dicono gli avvocati Bagattini e Salimbeni. «Delvino è estraneo ai fatti, esiste anche una sentenza del giudice del lavoro che reintegrandolo nel suo ruolo, attesta che non poteva avere alterato i bilanci», ripetono gli avvocati Pietrini e Valettini. Insomma: tutti negano, mentre il gip si riserva di decidere su eventuali allentamenti delle misure cautelari.
Altro servizio a pag. 9
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