Il Tirreno

Saracinesche giù, i negozi restano vuoti

di Francesca Ferri
Saracinesche giù, i negozi restano vuoti

Allarme a Massa per decine di fondi vuoti nelle gallerie e sulle strade. Affitti alti e garanzie inarrivabili spengono il mercato

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MASSA. Una scopa appoggiata in un angolo della stanza, il segno ingiallito sul muro di un vecchio espositore, la vetrina polverosa e, sulla porta, ancora attaccato l’adesivo dell’ultima svendita totale accanto al cartello “affittasi”.

Le insegne dei negozi cominciano a spegnersi sempre più di frequente e con molta fatica si riaccendono entro poco tempo. Basta fare un giro a Massa, dalla galleria Da Vinci alla zona dell’Oviesse, dalla galleria Sanzio alle vie del centro, per contare a decine di fondi sfitti, punti bui fra un negozio e l’altro come il sorriso imperfetto di un bambino che sta cambiando i dentini.

Una falla che si allarga e scava nel panorama commerciale della città e nel mercato immobiliare, creando così un doppio danno. A sentire i diretti interessati – proprietari, commercianti e agenzie immobiliari – le cause non sono tutte riconducibili alla crisi generale, causa suprema, e a volte abusata, di tutti mali. Altrettanto deleteria è l’incertezza del bonifico a fine mese, la diffidenza e anche interventi mancati da parte dell’amministrazione pubblica. Su tutto, però, i prezzi “alti”, così li reputano gli stessi agenti immobiliari. E il mercato resta fermo. Ma andiamo per ordine.

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