Il Tirreno

Accusa di molestie Si impicca in casa

Agli arresti domiciliari per abusi su una bambina di 5 anni In un biglietto ha scritto: «Non voglio rovinare nessun altro»

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VEZZANO. «Chiedo scusa a tutti per come mi sono comportato, mi sono rovinato da solo, non voglio rovinare nessun altro»: in un biglietto ha sintetizzato i suoi ultimi mesi e forse uanche una parte della sua vita. Un biglietto, poi la scelta irrevocabile di uccidersi. Se n’è andato così, un 50enne di Vezzano, agli arresti domiciliari per una terribile vicenda di molestie sessuali nei confronti di una bambina. Lo hanno trovato impiccato i carabinieri della compagnia di Sarzama, che erano passati come di routine a casa sua nel giro di controllo nei confronti delle persone sottoposte a misure cautelari quali appunto gli arresti domicliari. Non ricendo risposta, hanno forzato la porta e lo hanno trovato privo di vita. Al suo arrivo, il personale del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Una morte traumatico che mette la parola fine alla vita del 50enne spezzino, ma anche a una delicata vicenda giudiziaria, iniziata nell’agosto dell’anno scorso, quando l’uomo - vedovo, di professione oepratore ecologico - fu arrestato dopo una serata al cinema all’aperto della Spezia.

In quella afosa serata della Spezia, l’uomo aveva infatti messo in atto un gesto terribile e odioso, aveva infatti molestato una bambina di cinque anni.

Un reato di violenza sessuale, secondo il nuovo codice, aggravata perché la minore aveva meno di dieci anni.

Per quella vicenda, il pubblico ministero titolare dell’inchiesta aveva richiesto il giudizio immediato nei suoi confronti, saltando cioè il filtro dell’udienza preliminare, perché riteneva di avere in mano elementi sufficienti per poter arrivare a una condanna.

La vicenda aveva suscitato grande scalpore. Dopo l'arresto la casa dell’uomo era stata perquisita dalla polizia postale che, sequestrando il suo personal computer, aveva trovato dei file pedopornografici.

Sempre nel corso delle indagini successive all’arresto, era emerso che l’operatore ecologico era stato protagonista di un altro episodio odioso. Era infatti stato accusatoda alcune persone di aver allungato le mani su dei bambini che giocavano all'interno del parco della Maggiolina alla Spezia. In quel caso però se l’era cavata con una denuncia perché poi le persone che avevano fatto la segnalazione non avevano formalizzato la denuncia. Fino alla serata di piazza Brin, con le sconvolgenti avance nei confronti di una bambina di cinque anni, alla quale si era seduto a fianco al cinema all’aperto. Ad un certo punto, l’uomo - così fu la ricostruzione della magistratura - avrebbe accarezzato la piccola sotto la gonna, la piccola gridò e il padre capì quello che era successo, riuscendo a bloccarlo mentre cercava di scappare. Fu arrestato da una pattuglia della polizia che stava transitando nei pressi in quel momento. Poi la perquisizione domiciliare e il ritrovamento di foto e video pedopornografici, e la richiesta di giudizio immediato. Un peso al quale lo sventurato spezzino non ha resistito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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