Il Tirreno

Rissa fuori dal club tra quattro ventenni È baruffa tra i babbi

Rissa fuori dal club tra quattro ventenni È baruffa tra i babbi

La lite è scoppiata venerdì notte per via di una ragazza Uno finisce al pronto soccorso e i genitori si accapigliano

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MASSA. Una parola di troppo sulla giovane pulzella, l’onore offeso che chiede riscatto, un “duello” che doveva essere chiarificatore con tanto di testimoni a vigilare. Ma dimenticate le regole cavalleresche e i gesti nobili: nessun guanto di sfida è stato lanciato venerdì sera fuori dalla discoteca Baraonda di Cinquale, dove son volati piuttosto ceffoni e paroloni e dove a soccorso dei contendenti sono arrivati papà e mammà. Che non c’hanno pensato due volte a schierarsi a difesa dei pargoli, finendo loro stessi nel turbine del trambusto.

Protagonisti della baruffa sono quattro ragazzi poco più che ventenni, due italiani e due di origine albanese. Nella discoteca si sta svolgendo una festa privata organizzata da una scuola superiore che, a fine anno, ha affittato il locale per un party di chiusura dei corsi.

La pista è calda, gli studenti si divertono, tutto fila liscio. Ma a mezzanotte e mezzo, nel volume assordante della musica e tra le luci psichedeliche del locale, si sente un apprezzamento poco gradito a una ragazza. Che fa ribollire gli animi.

Inizia una discussione tra due ragazzi che subito si sposta fuori dal locale. Le voci si alzano, si alzano anche le mani e in breve scoppia una minirissa che coinvolge in tutto quatto persone, i due ragazzi direttamente interessati, uno di Massa e uno di Carrara, e due amici che sono con loro. Volano schiaffi e pugni e qualcuno chiama i carabinieri. Occhi pesti e qualche livido, uno dei ragazzi viene portato al pronto soccorso, medicato, e rispedito a casa con una prognosi di otto giorni.

Niente di grave, insomma. Ma la nottata non è ancora finita. Alle tre di notte, due ore e mezza dopo le botte, il babbo di uno dei due contendenti si presenta a casa dei genitori del ragazzo che gli ha malmenato il figliuolo. E dopo i figli tocca ai padri gonfiare il petto e, se per fortuna non “darsele”, almeno “dirsele” di santa ragione.

Nel Paese dei bamboccioni, in fondo, cosa sono 20 anni se non l’età giusta per farsi difendere da mamma e babbo?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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